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Reformatio In Peius — Anno 2025

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349 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Reformatio In Peius

Provvedimenti

Continuazione reato mafioso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di criminalità organizzata, affrontando il tema della continuazione reato mafioso tra fatti giudicati in sentenze diverse. La sentenza ha annullato parzialmente la decisione della Corte d'Appello, stabilendo principi chiave sull'applicazione del vincolo della continuazione e sull'obbligo di motivare in modo specifico la pericolosità sociale attuale di un imputato prima di applicare una misura di sicurezza, anche in contesti di mafia. Sono stati inoltre dichiarati inammissibili i ricorsi basati su un concordato in appello.
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Divieto reformatio in peius: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha analizzato i ricorsi di due imputati, soci di una S.r.l., condannati per reati fiscali e falso. Il ricorso di uno è stato dichiarato inammissibile per genericità. Quello dell'altro è stato parzialmente accolto per violazione del divieto di reformatio in peius, in quanto la Corte d'Appello aveva aumentato la pena per un singolo reato satellite, pur rideterminando la pena complessiva. La Cassazione ha annullato la sentenza limitatamente a questo punto, riducendo la pena finale e ha rigettato il motivo basato sul principio del ne bis in idem, non ravvisando identità tra i fatti già giudicati e quelli del presente processo.
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Assegno ad personam: la polizza sanitaria è inclusa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17429/2025, ha stabilito che la polizza sanitaria integrativa non rientra nel calcolo dell'assegno ad personam in caso di trasferimento di dipendenti pubblici. Se la nuova amministrazione offre un beneficio analogo, mantenere anche il valore della polizza precedente costituirebbe una duplicazione ingiustificata, andando oltre lo scopo dell'assegno ad personam, che è quello di evitare un peggioramento economico e non di cristallizzare ogni singola voce retributiva.
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Trattamento economico personale trasferito: la guida
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul trattamento economico del personale trasferito da una società a partecipazione statale a un Ministero. Con la sua ordinanza, ha stabilito che i trattamenti previdenziali e sanitari integrativi, legati a specifiche polizze del precedente datore, non vanno conservati se il nuovo datore offre una copertura analoga. L'assegno 'ad personam' serve a garantire la retribuzione, non a duplicare i benefit. I ricorsi dei lavoratori sono stati respinti.
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Contratto collettivo: efficacia e nuovi accordi
La Corte di Cassazione ha stabilito che un nuovo contratto collettivo, unito a modifiche normative, costituisce un fatto sopravvenuto idoneo a superare l'efficacia di un precedente giudicato. In un caso riguardante il trattamento retributivo di alcuni collaboratori linguistici universitari, la Corte ha ritenuto legittima l'applicazione di un nuovo accordo del 2014, nonostante una precedente sentenza avesse dato ragione ai lavoratori sulla base di un accordo del 2006, modificando così il rapporto di lavoro per i periodi futuri.
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Indennità di esproprio: la decisione in peius è nulla
Un Comune ha espropriato un terreno classificato come non edificabile ("zona F4"). Dopo un primo annullamento, la Corte di Cassazione aveva rinviato il caso alla Corte d'Appello, specificando che il terreno non era da considerarsi edificabile. La corte territoriale, ignorando tale principio, ha nuovamente calcolato una indennità di esproprio basata sulla potenziale edificabilità, per un importo addirittura superiore al precedente. La Cassazione ha annullato anche questa seconda decisione per aver violato sia il principio di diritto enunciato sia il divieto di "reformatio in peius", poiché solo l'ente pubblico aveva presentato ricorso.
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Ripartizione spese terrazzo: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione chiarisce la ripartizione spese terrazzo quando questo funge da copertura per garage sottostanti. In un caso di infiltrazioni, la Corte ha stabilito che se il danno deriva dall'usura dovuta all'uso esclusivo del cortile da parte della collettività dei condomini, le spese di manutenzione e risarcimento sono a totale carico di questi ultimi, applicando in via analogica l'art. 1125 c.c. e liberando da ogni responsabilità il proprietario esclusivo della superficie.
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Responsabilità direttore lavori: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui limiti della responsabilità del direttore dei lavori in un complesso caso di vizi edilizi. La sentenza chiarisce che il professionista non risponde automaticamente di ogni difetto, ma solo per le violazioni del suo specifico dovere di vigilanza. Il caso riguardava la costruzione di una villa, dove il committente aveva citato in giudizio l'architetto e diverse imprese per gravi difetti. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva esteso la condanna dell'architetto oltre i motivi del suo ricorso, violando il divieto di 'reformatio in peius', e che gli aveva attribuito una responsabilità generica per tutti i vizi, senza distinguere tra errori esecutivi delle imprese e reali carenze di supervisione.
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Liquidazione equitativa: i poteri del giudice di rinvio
In una complessa vicenda di espropriazione illegittima, la Corte di Cassazione si pronuncia sulla liquidazione equitativa del danno. Viene stabilito che, nel giudizio di rinvio, l'impugnazione sulla quantificazione riapre l'intera questione, legittimando anche una decisione peggiorativa per l'appellante ('reformatio in peius'). Le critiche generiche al metodo di stima del giudice sono ritenute inammissibili se non accompagnate da valide alternative.
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