L'Imputata ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per lesioni aggravate, sostenendo che fosse già maturata la prescrizione del reato prima della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, a causa della recidiva specifica e reiterata applicata all'imputata, il termine di prescrizione del reato è raddoppiato a dieci anni, con scadenza fissata al 2024. Di conseguenza, la prescrizione non era affatto maturata al momento della decisione di secondo grado. L'inammissibilità del ricorso impedisce inoltre di far valere l'eventuale prescrizione maturata successivamente alla sentenza impugnata. L'Imputata è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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