La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8/2026, ha rigettato il ricorso di un'imputata per tentato furto aggravato, chiarendo un punto fondamentale sul calcolo prescrizione. Pur correggendo un errore della Corte d'Appello (che non aveva considerato la riduzione di pena per il tentativo), la Suprema Corte ha stabilito che, in caso di concorso tra più aggravanti ad effetto speciale, l'aumento di pena previsto dall'art. 63, comma 4, c.p. deve essere considerato ai fini del calcolo, senza che ciò trasformi le aggravanti in comuni. Di conseguenza, il reato non è stato dichiarato prescritto.
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