La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza del Tribunale di Ragusa per vizio di motivazione sul calcolo della pena nel caso di reato continuato. La Corte ha ribadito che il giudice deve motivare distintamente l'aumento di pena per ogni reato satellite, senza limitarsi a confermare la pena già inflitta in precedenza. L'applicazione della continuazione implica una minore offensività che deve riflettersi in un aumento proporzionato e non in un mero cumulo materiale delle pene.
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