Un soggetto, condannato per aver appiccato più fuochi in un'area ristretta e in un breve lasso di tempo, ha sostenuto in Cassazione che la sua condotta costituisse un unico reato e non più reati legati da un reato continuato. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: se i diversi inneschi generano incendi distinti, autonomi e non contigui, si configurano tanti reati quante sono le distinte situazioni di pericolo per la pubblica incolumità create. La pluralità degli eventi prevale sull'unità del disegno criminoso e sulla vicinanza spazio-temporale delle azioni.
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