L'Imputato è stato condannato per detenzione di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale ed esplosivi. Nel giudizio di appello, la Corte ha modificato i singoli calcoli per la continuazione dei reati di resistenza, aumentando l'incremento di pena da uno a due mesi per ciascun fatto, pur in assenza di un appello del Pubblico Ministero. L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione eccependo la violazione del divieto di reformatio in peius. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarificando che il giudice di secondo grado non può inasprire i singoli elementi di calcolo della pena stabiliti dal primo giudice se l'impugnazione proviene solo dalla difesa. La Cassazione ha quindi rideterminato direttamente la sanzione in un anno, cinque mesi e dieci giorni di reclusione.
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