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Reati Della Stessa Indole

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89 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Particolare tenuità del fatto: no se c’è abitualità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa della 'abitualità del reato', desunta da cinque precedenti condanne definitive per furto, considerati reati della stessa indole.
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Pene sostitutive: no stop da reati stessa indole
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26581/2024, ha annullato un'ordinanza che negava l'accesso alle pene sostitutive a un condannato. Il giudice di merito aveva erroneamente applicato la normativa previgente alla Riforma Cartabia, che prevedeva un divieto in caso di precedenti condanne per reati della stessa indole. La Suprema Corte ha chiarito che tale ostacolo soggettivo è stato rimosso dalla nuova legge, imponendo una nuova valutazione del caso basata sulla normativa vigente.
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Reati stessa indole: ricorso inammissibile se parziale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la revoca di un indulto. La decisione si fonda su due principi: la definizione di reati stessa indole, che accomuna ricettazione e spaccio di stupefacenti, e l'inammissibilità di un'impugnazione che critica solo una delle diverse motivazioni autonome della sentenza.
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Art. 131-bis: non basta il precedente penale
Un artigiano viene condannato per porto ingiustificato di un coltello. La Cassazione conferma il reato ma annulla la sentenza riguardo all'applicazione dell'art. 131-bis (non punibilità per tenuità del fatto). La Corte ha stabilito che la sola esistenza di un precedente penale non è sufficiente per escludere il beneficio, essendo necessario per il giudice accertare se il precedente reato sia "della stessa indole" per poter configurare l'abitualità della condotta.
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Reati stessa indole: Cassazione chiarisce abitualità
Un soggetto, inizialmente assolto per "particolare tenuità del fatto" dal reato di guida senza patente durante la sorveglianza speciale, veniva condannato in appello. La Corte d'appello aveva ravvisato l'abitualità del comportamento basandosi su precedenti per reati ambientali, considerandoli "reati della stessa indole". La Cassazione ha annullato la condanna, ritenendo la motivazione della Corte d'appello troppo generica e insufficiente. Ha stabilito che per definire dei reati come della stessa indole non basta un vago riferimento all'"attività imprenditoriale", ma serve un'analisi concreta dei fatti e delle motivazioni, specie se i reati tutelano beni giuridici diversi.
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Particolare tenuità: no se i reati sono della stessa indole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, relativa al reato di resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si basa sulla presenza di precedenti penali dell'imputato per reati connotati da violenza e intimidazione, considerati 'della stessa indole' e quindi ostativi all'applicazione del beneficio, in quanto escludono il requisito dell'occasionalità della condotta.
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Reati stessa indole: quando non si applica il 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso volto a ottenere l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla presenza di precedenti penali a carico del ricorrente, qualificati come reati della stessa indole, che dimostrano un comportamento abituale e ostacolano la concessione del beneficio.
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Attendibilità persona offesa: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per violenza sessuale su minore, rafforzando il principio della attendibilità della persona offesa. La sentenza sottolinea che la testimonianza della vittima, se precisa, coerente e supportata da riscontri oggettivi, costituisce prova piena, anche in presenza di piccole discrasie. La Corte ha inoltre confermato la recidiva specifica, ravvisando una comune indole tra la violenza sessuale e un precedente tentato omicidio, entrambi reati violenti contro la persona.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è abitualità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per una violazione in materia di sicurezza sul lavoro. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta perché, nonostante la lieve entità del reato, i precedenti specifici dell'imputato configurano un comportamento abituale, condizione che osta all'applicazione del beneficio.
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Reati della stessa indole: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la contraffazione di banconote e la falsificazione di una patente di guida sono reati della stessa indole. Questa qualificazione impedisce l'estinzione per prescrizione di una pena precedente, poiché entrambi i reati ledono lo stesso bene giuridico: la fede pubblica. La Corte ha rigettato il ricorso di un condannato che, avendo commesso il secondo reato durante il decorso della prescrizione, si è visto negare il beneficio dell'estinzione della pena.
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Recidiva e stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per coltivazione di sostanze stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva l'ipotesi di 'lieve entità' del fatto e applicava l'aggravante della recidiva, ritenendo il precedente per furto un reato della 'stessa indole'. Il ricorso è stato respinto per la sua genericità, non avendo contestato in modo specifico le logiche motivazioni della sentenza impugnata.
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Tossicodipendenza e imputabilità: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9858/2024, ha rigettato il ricorso di un'imputata condannata per violazione delle prescrizioni imposte dall'autorità giudiziaria. L'imputata sosteneva una ridotta capacità di intendere e di volere a causa della sua condizione di tossicodipendenza. La Corte ha stabilito che, ai fini dell'esclusione o diminuzione dell'imputabilità, non è sufficiente un generico stato di tossicodipendenza, ma è necessario provare un'intossicazione cronica che abbia causato un'alterazione psicopatologica permanente e indipendente dall'assunzione di droga. Poiché la difesa non ha fornito tale prova specifica, il ricorso è stato respinto, confermando la condanna e negando l'applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto a causa dell'abitualità del comportamento criminoso dell'imputata.
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Particolare tenuità del fatto: no se ci sono recidive
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non può essere concessa a chi ha commesso in precedenza plurimi reati della stessa indole. La decisione sottolinea come la presenza di precedenti penali specifici, in questo caso per guida senza patente, dimostri una tendenza a delinquere che osta all'applicazione del beneficio, rendendo irrilevante la lieve entità del singolo episodio.
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Attenuanti generiche: no se c’è pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la violazione di misure di prevenzione. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di negare le attenuanti generiche e la causa di non punibilità per tenuità del fatto, basandosi sui precedenti penali dell'imputato, indicativi di una persistente pericolosità sociale e della commissione di reati della stessa indole.
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Occultamento documenti: responsabilità del prestanome
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occultamento documenti contabili a carico di un amministratore di società, qualificabile come "prestanome". La Corte ha stabilito che l'accettazione formale della carica comporta l'assunzione di tutti gli obblighi di legge, inclusa la corretta conservazione delle scritture contabili. Secondo i giudici, agire consapevolmente da prestanome, accettando il rischio che terzi commettano reati fiscali, configura il dolo eventuale necessario per la sussistenza del reato.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è negato
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna. I motivi sono stati giudicati una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello e la corretta esclusione dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto) a causa di precedenti reati della stessa indole e dell'attenuante del danno di speciale tenuità per un importo di 600 euro.
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Causa di non punibilità: no con condotta abituale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, negando la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla condotta abituale del ricorrente, provata da precedenti penali per reati della stessa indole, che rendono inapplicabile il beneficio. Rigettata anche l'eccezione di prescrizione.
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Reati della stessa indole: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Milano che negava l'estinzione di una pena per prescrizione. Il giudice di merito aveva omesso di valutare se il nuovo reato commesso dal condannato fosse della 'stessa indole' del precedente, un requisito fondamentale previsto dall'art. 172 del codice penale. La sentenza chiarisce che tale valutazione è imprescindibile e deve basarsi sui criteri oggettivi e soggettivi indicati dall'art. 101 c.p., ribadendo che la mera esistenza di una nuova condanna non basta a impedire l'effetto estintivo della pena.
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Particolare tenuità del fatto: esclusa se abituale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per particolare tenuità del fatto nei confronti di un soggetto che aveva indebitamente percepito il reddito di cittadinanza per 19 mesi. La Corte ha stabilito che sia l'importo percepito (€9.418,58) sia i precedenti penali dell'imputato per reati della stessa indole ostacolano l'applicazione del beneficio, in quanto la condotta non può essere considerata né tenue né non abituale.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per cessione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere applicata a causa di due precedenti specifici, che configurano un comportamento abituale e ostacolano il riconoscimento del beneficio.
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