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Rationes Decidendi — Anno 2026

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49 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rationes Decidendi

Provvedimenti

Bancarotta fraudolenta: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, che miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ribadisce che per la bancarotta fraudolenta è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di destinare i beni sociali a scopi estranei all'impresa, senza necessità di provare l'intenzione di nuocere ai creditori.
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Atti di frode: quando si revoca il concordato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una dichiarazione di fallimento, seguita alla revoca di un concordato preventivo a causa di gravi atti di frode. Tra le condotte contestate, la creazione di un fittizio credito d'imposta derivante da un corso di formazione mai provato e altre irregolarità contabili volte a ingannare i creditori. La Corte ha ritenuto che la decisione impugnata si basasse su plurime ragioni autonome, rendendo l'esame degli altri motivi di ricorso superfluo una volta confermata la prima.
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Amministratore in prorogatio: poteri e limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che i poteri dell'amministratore in prorogatio non sono limitati ai soli atti urgenti. Anche dopo le dimissioni e fino alla nomina di un sostituto, l'amministratore conserva tutte le attribuzioni necessarie per la gestione ordinaria del condominio, inclusa la convocazione dell'assemblea per l'approvazione del bilancio preventivo e del suo compenso. La sentenza chiarisce che solo una chiara volontà contraria dell'assemblea può limitare tali poteri. Il ricorso di due condomini che contestavano una delibera assembleare è stato quindi respinto.
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Prescrizione contributi previdenziali: cosa decide la Cassazione?
Un'erede agiva in giudizio contro una società e l'ente previdenziale per ottenere il corretto versamento dei contributi dovuti al defunto lavoratore. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione dei contributi previdenziali. Anche se il diritto ai contributi non può essere oggetto di rinuncia da parte del lavoratore, esso è comunque soggetto ai normali termini di prescrizione. La Corte ha chiarito che l'eccezione di prescrizione, non decisa in un precedente giudizio di Cassazione, poteva essere legittimamente esaminata e accolta dal giudice del rinvio, portando al rigetto definitivo della domanda.
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Accertamento per relationem: valido senza allegati
Un'azienda ha ricevuto un avviso di accertamento basato su prove emerse da una verifica fiscale su un'altra società. La Corte di Cassazione ha stabilito la validità di tale atto, chiarendo che un accertamento per relationem è legittimo anche se il documento esterno richiamato non è allegato, a condizione che l'avviso ne riproduca il contenuto essenziale per garantire il diritto di difesa del contribuente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Fatture false: la Cassazione sulla prova del reato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imprenditore condannato per l'utilizzo di fatture false. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso sulla sussistenza del reato, chiarendo che un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti costituisce prova piena, superando il concetto di mera presunzione tributaria. Tuttavia, ha annullato la sentenza con rinvio riguardo al reato di indebita compensazione, a causa della totale assenza di motivazione da parte del giudice di merito sull'elemento soggettivo del reato.
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Interrogatorio preventivo: quando non è necessario
La Cassazione conferma la custodia cautelare in carcere per porto e detenzione di armi, escludendo la necessità dell'interrogatorio preventivo. La decisione si basa sulla gravità del reato, l'uso di armi e i collegamenti con la criminalità organizzata, ritenendo infondate le censure sulla motivazione delle esigenze cautelari.
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Compenso avvocato più parti: sì alla maggiorazione
La Corte di Cassazione stabilisce che il compenso dell'avvocato che assiste più parti in gratuito patrocinio deve essere aumentato. L'ordinanza chiarisce che la maggiorazione prevista dalla normativa forense è obbligatoria e non discrezionale, a patto che gli importi base non superino i valori medi. La Corte ha accolto il ricorso di un legale a cui era stata negata tale maggiorazione, specificando che la difesa di più clienti con la stessa posizione processuale (es. più attori) giustifica l'aumento del compenso, anche se le questioni trattate non sono identiche.
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Deducibilità dei costi: prova e onere del contribuente
Un'impresa si vede negare la deducibilità dei costi per fatture ritenute illeggibili. La Cassazione conferma le decisioni dei giudici di merito, rigettando il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. L'ordinanza sottolinea che, a fronte di una documentazione adeguata a provare l'esistenza e l'inerenza delle spese, l'accertamento del Fisco è illegittimo. Viene inoltre evidenziata l'importanza della specificità dei motivi di ricorso in Cassazione.
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