La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33592/2023, ha negato la rivalutazione monetaria dell'assegno una tantum concesso ai familiari di una persona deceduta per emotrasfusione infetta. La Corte ha stabilito che, poiché il diritto sorge al momento del decesso, non può essere rivalutato da una data precedente, come quella di entrata in vigore della legge istitutiva del beneficio. La normativa, infatti, non prevede alcun meccanismo di indicizzazione, configurando l'assegno come un importo fisso.
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