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Rapporto Di Lavoro Subordinato

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170 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Compenso amministratore: quando è deducibile?
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deducibilità del compenso erogato agli amministratori di una S.r.l. La Corte di Cassazione ha stabilito l'assoluta incompatibilità tra la carica di presidente del CdA (o amministratore unico) e la qualifica di lavoratore dipendente. Di conseguenza, il relativo costo non è deducibile come spesa per lavoro dipendente. Per gli altri amministratori, la compatibilità è possibile solo se si dimostra un reale vincolo di subordinazione e lo svolgimento di mansioni diverse da quelle della carica sociale.
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Rapporto di lavoro subordinato: associazione e volontario
Un'associazione di promozione sociale ricorre in Cassazione contro la sentenza che qualificava come rapporto di lavoro subordinato la prestazione di una sua associata, condannandola al pagamento di differenze retributive. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la sostanza del rapporto prevale sulla forma, soprattutto quando si utilizzano contratti di somministrazione come "escamotage" per mascherare la subordinazione.
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Qualificazione rapporto di lavoro: socio e dipendente
Una cooperativa agricola ha contestato la decisione che riconosceva un rapporto di lavoro subordinato a un suo socio. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la qualificazione rapporto di lavoro dipende dalle modalità concrete di svolgimento della prestazione. È stato confermato che un rapporto associativo può coesistere con uno subordinato, e il versamento di contributi da dipendente è un forte indizio a favore di quest'ultimo.
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Rimborso forfettario: quando esclude il volontariato?
La Suprema Corte chiarisce che un rimborso forfettario ai volontari è incompatibile con la natura del volontariato e configura un rapporto di lavoro. Tuttavia, la Corte ha respinto il ricorso di un Ispettorato del Lavoro perché, nonostante ciò, l'ente non è riuscito a provare la natura *subordinata* di tale rapporto, elemento necessario per le sanzioni applicate. La decisione conferma l'annullamento dell'ordinanza ingiunzione emessa contro un'associazione.
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Socio lavoratore cooperativa: quando è subordinato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società cooperativa contro gli enti previdenziali. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito che avevano qualificato il rapporto con i soci come lavoro subordinato. La sentenza ribadisce che per definire la natura del rapporto di un socio lavoratore cooperativa, non conta il nome dato al contratto ('nomen iuris'), ma le concrete modalità di svolgimento della prestazione. Se il socio opera in condizioni assimilabili a quelle di un dipendente, il rapporto è da considerarsi subordinato ai fini contributivi.
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Contratto a progetto: la conversione in subordinato
La Corte di Cassazione conferma la conversione di un contratto a progetto in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Il caso riguardava un collaboratore, assunto formalmente con contratto a progetto da un istituto di credito, ma di fatto operante come Direttore Generale. La Corte ha stabilito che, quando il progetto affidato coincide con l'oggetto sociale dell'azienda e manca di un risultato specifico e autonomo, il contratto è illegittimo e scatta la conversione automatica, con diritto alle differenze retributive.
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Differenze retributive: l’onere della prova del lavoratore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18886/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva le differenze retributive. Nonostante fosse stata riconosciuta la natura subordinata del suo rapporto di lavoro, mascherato da contratti di collaborazione, la Corte ha sottolineato che il lavoratore non aveva fornito prove sufficientemente precise e attendibili sulla quantità e qualità del lavoro svolto, onere indispensabile per accogliere la richiesta economica.
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Rapporto di lavoro familiare: onere della prova
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una figlia contro la madre, confermando che spetta al lavoratore dimostrare la natura subordinata del rapporto di lavoro familiare. La ricorrente non è riuscita a provare né la subordinazione né l'onerosità della prestazione, soprattutto a fronte della sua pacifica facoltà di prelevare liberamente denaro dalla cassa aziendale. La Corte ribadisce che il giudizio di legittimità non può riesaminare nel merito le prove.
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Contratto a progetto nullo: conversione automatica
Una società di servizi aveva stipulato con un lavoratore un contratto di lavoro a progetto. Successivamente, il lavoratore ha impugnato il contratto, sostenendo che fosse fittizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che un contratto a progetto nullo, poiché privo dell'indicazione di uno specifico programma di lavoro, si converte automaticamente in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Questa conversione avviene per legge, senza la necessità di dimostrare ulteriormente la sussistenza della subordinazione nei fatti. L'appello della società è stato quindi respinto.
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Rapporto di lavoro subordinato: prova e requisiti
Un collaboratore, la cui attività era intrecciata con una relazione personale con l'amministratrice, ha perso l'appello per il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha stabilito che, nonostante l'ampio coinvolgimento, mancava la prova fondamentale dell'assoggettamento al potere direttivo e di controllo del datore di lavoro, elemento indispensabile per qualificare il rapporto come subordinato.
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