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Rapina Lieve Entità

20 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rapina lieve entità: la Cassazione sulla pena
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un giudice dell'esecuzione che aveva negato la rideterminazione della pena per un condannato per rapina. La richiesta si basava sull'introduzione dell'attenuante della rapina lieve entità da parte della Corte Costituzionale. La Cassazione ha stabilito che questa attenuante richiede una valutazione autonoma e specifica, non potendo essere assorbita nel precedente riconoscimento delle attenuanti generiche, e ha rinviato il caso per un nuovo esame nel merito.
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Rapina lieve entità: quando non è applicabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione dell'attenuante della rapina lieve entità. Il ricorso presentava una versione dei fatti (violenza minima, danno irrisorio) palesemente diversa da quella accertata in giudizio (violenza fisica rilevante, danno significativo). La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, che aveva correttamente escluso la lieve entità basandosi sulla gravità concreta del reato.
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Rapina lieve entità: la Consulta introduce attenuante
Due individui, condannati per rapina aggravata, ricorrono in Cassazione contestando il loro riconoscimento. La Suprema Corte rigetta i motivi legati alle prove, ma accoglie una nuova istanza basata sulla sentenza della Corte Costituzionale n. 86/2024. Tale pronuncia ha introdotto l'attenuante della rapina di lieve entità, dichiarando parzialmente incostituzionale l'art. 628 c.p. La Cassazione, quindi, annulla la sentenza limitatamente alla determinazione della pena, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo calcolo alla luce della nuova attenuante.
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Rapina lieve entità: la Cassazione annulla la condanna
Un soggetto condannato per rapina impropria per aver sottratto beni di scarso valore e usato violenza, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza di condanna a seguito di una pronuncia della Corte Costituzionale che ha introdotto l'attenuante della rapina lieve entità. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione della pena alla luce del nuovo principio.
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Rapina lieve entità: no attenuante se violenta
Un individuo ha impugnato la sua condanna per rapina, chiedendo l'applicazione della nuova attenuante per la rapina di lieve entità, introdotta dalla Corte Costituzionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che tale attenuante non può essere concessa quando, nonostante il basso valore dei beni sottratti, le modalità dell'azione sono particolarmente violente, come nel caso di aggressioni a più persone.
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Rapina lieve entità: ricorso generico è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. Nonostante una nuova sentenza della Consulta che ha introdotto l'attenuante per la rapina lieve entità, il ricorso è stato respinto perché non specificava i motivi per cui il fatto (furto di un furgone con colluttazione) dovesse considerarsi di lieve entità, risultando così generico.
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Rapina lieve entità: quando è tardi per chiederla
Un uomo è stato condannato per rapina impropria per aver spinto un dipendente di un supermercato dopo un furto di lieve valore. Ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della nuova attenuante per rapina lieve entità, introdotta da una sentenza della Corte Costituzionale. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la richiesta è stata presentata tardivamente, non essendo stata sollevata nel precedente giudizio di appello, nonostante la nuova norma fosse già in vigore.
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Rapina lieve entità: no attenuante se grave modalità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per rapina aggravata. La richiesta di applicare l'attenuante per la rapina di lieve entità è stata respinta, poiché le modalità del crimine — uso di un'arma, concorso di più persone e particolare umiliazione della vittima — sono state ritenute incompatibili con la nozione di ridotto disvalore del fatto.
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Rapina lieve entità: l’occasionalità è decisiva
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'attenuante della rapina lieve entità a un condannato. Nonostante il basso valore del bottino, il carattere non occasionale e abituale della condotta criminale, unito al potere di intimidazione, esclude l'applicabilità del beneficio anche a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale.
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Rapina lieve entità: no se c’è violenza grave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo che chiedeva la riduzione della pena per una rapina, invocando l'attenuante della lieve entità. La Corte ha stabilito che la particolare gravità della condotta, consistita nello scaraventare la vittima fuori da un'auto per sottrarle la borsa, è del tutto incompatibile con il concetto di rapina lieve entità, confermando così la decisione della Corte d'appello.
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Rapina lieve entità: la violenza esclude l’attenuante
Un soggetto condannato per rapina per il furto di vino, commesso minacciando il personale con un coltello e aggredendo gli agenti, ha chiesto una riduzione della pena invocando l'attenuante della rapina di lieve entità. La Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta, stabilendo che la notevole violenza usata contro le persone prevale sul modesto valore economico del bottino, escludendo così la possibilità di considerare il fatto di lieve entità.
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Rapina lieve entità: la Cassazione applica la nuova norma
Un uomo, condannato per tentata rapina impropria per aver sottratto generi alimentari in un supermercato, ha ottenuto l'annullamento della sentenza con rinvio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso basato su una recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 86/2024) che ha introdotto l'attenuante della rapina lieve entità, applicabile quando il fatto presenti un disvalore modesto per modalità e danno. La Cassazione ha ritenuto il caso in esame perfettamente corrispondente all'ipotesi di rapina lieve entità, ordinando alla Corte d'Appello di rideterminare la pena.
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Rapina lieve entità: quando non si applica la lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione dell'attenuante della rapina lieve entità. Sebbene introdotta dalla Corte Costituzionale, i giudici hanno stabilito che tale attenuante non può essere concessa in presenza di gravi circostanze aggravanti, come l'azione commessa da più persone riunite, in un luogo isolato, di notte e con l'uso di un'arma impropria (una bottiglia rotta). La gravità complessiva del fatto esclude la sua qualificazione come di 'lieve entità'.
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Rapina lieve entità: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9472/2025, ha confermato una condanna per rapina impropria, rigettando l'applicazione della nuova attenuante per la rapina lieve entità. La Corte ha chiarito che l'introduzione in un'abitazione privata e il contesto complessivo del crimine impediscono di qualificare il fatto come di minima gravità, anche a fronte di un danno patrimoniale contenuto.
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Rapina lieve entità: esclusa con violenza e lesioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che non può essere riconosciuta l'attenuante della rapina lieve entità quando l'azione criminosa comporta una violenza significativa con conseguenti lesioni a più persone. Il caso riguardava un individuo che, dopo aver rubato due telefoni in un ospedale, ha aggredito una guardia giurata e un agente di polizia. Nonostante il richiamo a una recente sentenza della Corte Costituzionale, il ricorso è stato respinto perché la gravità della condotta violenta prevale sulla tenuità del danno patrimoniale.
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Rapina lieve entità: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Procuratore Generale contro una sentenza che applicava l'attenuante della rapina lieve entità. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla lieve entità del fatto è una questione di merito, non censurabile con un ricorso per saltum, il quale è limitato alle sole violazioni di legge. La decisione del tribunale di primo grado è stata quindi confermata, ribadendo l'importanza del principio di proporzionalità della pena introdotto dalla Corte Costituzionale.
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Rapina lieve entità: la Cassazione chiarisce i limiti
Un individuo condannato per rapina aggravata ricorre in Cassazione chiedendo l'applicazione della nuova attenuante per rapina lieve entità, introdotta da una sentenza della Corte Costituzionale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che tale attenuante non può essere concessa se la condotta criminale presenta una gravità intrinseca significativa, come nel caso di una rapina a mano armata, a prescindere dall'entità del danno o delle lesioni.
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Rapina lieve entità: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina pluriaggravata, che chiedeva l'applicazione della nuova attenuante della rapina lieve entità. La Corte ha stabilito che la presenza di circostanze aggravanti, come l'aver agito in gruppo e approfittato di condizioni a sfavore della vittima, è intrinsecamente incompatibile con il concetto di "lieve entità", confermando la decisione dei giudici di merito.
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Rapina lieve entità: quando è esclusa l’attenuante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per rapina. La richiesta di applicare l'attenuante della rapina lieve entità è stata respinta, poiché l'uso di forbici come arma e il valore non irrisorio del cellulare sottratto (valutato tra 1.000 e 1.200 euro) sono stati ritenuti elementi sufficienti a escludere la minor gravità del fatto, nonostante l'immediata restituzione del bene.
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Rapina lieve entità: la violenza conta più del valore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un uomo condannato per rapina, il quale chiedeva l'applicazione dell'attenuante della "rapina lieve entità" per il basso valore della merce sottratta (circa 110 euro). La Corte ha stabilito che la valutazione non può limitarsi al solo danno economico. La minaccia rivolta a un agente di vigilanza con un coltello per assicurarsi la fuga costituisce un'azione di tale gravità da escludere la lieve entità del fatto, confermando la decisione del tribunale.
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