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Raccomandata Informativa (Cad)

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Acronimo di Comunicazione di Avvenuto Deposito. È una seconda raccomandata inviata per informare il destinatario del tentativo di notifica di un atto giudiziario e del suo deposito presso l'ufficio competente. È prevista dalla Legge 890/1982.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Notifica Cartella di Pagamento: la Cassazione chiede la prova di ricezione
Un Contribuente ha contestato un preavviso di iscrizione ipotecaria, sostenendo la nullità delle cartelle di pagamento per mancata notifica. La Commissione Tributaria Regionale aveva ritenuto la notifica regolare, basandosi sulla documentazione di spedizione. La Cassazione ha invece stabilito che, per la notifica cartella di pagamento ai sensi dell'Art. 140 c.p.c. (in caso di irreperibilità relativa), non basta la prova di spedizione della raccomandata informativa, ma serve la prova della sua effettiva ricezione. La sentenza precedente è stata cassata, rinviando il caso per una nuova valutazione sulla corretta notifica cartella di pagamento.
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Notifica cartella tramite posta privata: l’avviso resta valido
Un contribuente ha impugnato un pignoramento esattoriale per debiti fiscali, sostenendo l'invalidità della notifica cartella tramite posta privata con riferimento alla raccomandata informativa di giacenza spedita nel 2017. I giudici tributari regionali avevano accolto la tesi del debitore, dichiarando inesistente l'atto notificato prima della liberalizzazione postale integrale del settembre 2017. L'Agenzia delle Entrate Riscossione ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente di riscossione: la notifica cartella tramite posta privata eseguita tra il 2011 e il 2017 è perfettamente valida se l'operatore postale privato possiede la prescritta licenza individuale ministeriale. La sentenza impugnata è stata conseguentemente annullata con rinvio a un'altra sezione.
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Impugnazione estratto di ruolo: ricorso nullo per legge
Un contribuente ha presentato ricorso contro un estratto di ruolo. Il cittadino lamentava la mancata notifica della cartella di pagamento presupposta, contestando l'assenza di prova sulla ricezione della raccomandata informativa di deposito. L'Agenzia delle Entrate ha resistito in giudizio difendendo la regolarità della procedura. La Corte di Cassazione ha bloccato l'azione del privato. I giudici supremi hanno applicato la normativa recente che vieta la diretta impugnazione estratto di ruolo nei processi pendenti. Tale divieto rende il ricorso originario del contribuente del tutto inammissibile. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza senza rinvio, compensando le spese legali a causa dell'evoluzione giurisprudenziale.
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Notifica avviso di accertamento: Cassazione tutela il contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento fiscale. Il Contribuente ha impugnato l'atto, sostenendo di non aver ricevuto correttamente la notifica dell'avviso di accertamento, in particolare l'avviso di avvenuto deposito (CAD). La Corte di Cassazione ha stabilito che la prova dell'avvenuta ricezione della raccomandata informativa è fondamentale per la validità della notifica. Senza questa prova, la notifica è nulla e il potere di accertamento dell'Ufficio può decadere. La sentenza sottolinea l'importanza della corretta notifica degli atti impositivi per tutelare i diritti del contribuente.
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Notifica Nulla per Destinatario Trasferito: Fisco Perde la Causa
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di notifiche fiscali. Se la raccomandata informativa, spedita per avvisare il cittadino del deposito di una cartella di pagamento presso la casa comunale, non viene consegnata perché il postino attesta che il destinatario si è trasferito, la procedura fallisce. Questa circostanza rende la notifica nulla per destinatario trasferito. Di conseguenza, l'atto non produce effetti, il debito non viene validamente comunicato e i termini di prescrizione continuano a decorrere. In questo caso, l'Agente della Riscossione ha perso la causa perché la sua pretesa si basava su una notifica mai perfezionata.
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Sospensione prescrizione tributaria: il COVID salva il Fisco
Un contribuente impugna una richiesta di pagamento, sostenendo che i debiti fiscali siano prescritti. La Corte di Cassazione, però, accoglie il ricorso dell'Agente della Riscossione. La sentenza chiarisce che i giudici tributari hanno sbagliato a non applicare la sospensione prescrizione tributaria introdotta dalle norme emergenziali per il COVID-19. Questo periodo di 'pausa' legale ha di fatto allungato i termini per la riscossione. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, stabilendo che i calcoli sulla prescrizione devono essere rifatti tenendo conto della normativa speciale.
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Notifica irreperibile: quando è valida la procedura?
Una contribuente contesta una cartella di pagamento, sostenendo la mancata notifica dell'atto presupposto a causa della sua irreperibilità. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la notifica a un soggetto irreperibile si perfeziona con la spedizione della raccomandata informativa, anche se non recapitata per l'irreperibilità stessa, come attestato dall'agente postale.
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Notifica ex art. 140 cpc: quando è valida e definitiva
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo la mancata notifica del precedente avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la notifica ex art. 140 c.p.c. si perfeziona con il ricevimento della raccomandata informativa che avvisa del deposito dell'atto. Di conseguenza, non avendo impugnato l'avviso, la pretesa fiscale è divenuta definitiva.
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Notifica atti fiscali: la prova della CAD è decisiva
La Corte di Cassazione ha annullato un'intimazione di pagamento perché l'Agenzia delle Entrate non ha fornito la prova della corretta notifica degli atti fiscali presupposti. In caso di assenza temporanea del destinatario, è indispensabile dimostrare l'invio e la ricezione della seconda raccomandata informativa (CAD) per perfezionare la notifica. Senza tale prova, l'intero procedimento è viziato e l'atto consequenziale è nullo.
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Notifica avviso di addebito: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la nullità della notifica degli avvisi di addebito sottostanti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la notifica di un avviso di addebito effettuata direttamente dall'agente di riscossione tramite raccomandata è valida secondo le norme del servizio postale ordinario, senza la necessità della raccomandata informativa prevista dalla Legge 890/1982 per le notifiche giudiziarie. La Corte ha inoltre ribadito che il disconoscimento delle copie dei documenti di notifica deve essere specifico e non generico.
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Notificazione diretta accertamento: la CAD non serve
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU sostenendo un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha chiarito che nella notificazione diretta di un accertamento fiscale, eseguita a mezzo posta dall'ente impositore, in caso di assenza del destinatario non è necessario l'invio della raccomandata informativa (CAD). La notifica si perfeziona per compiuta giacenza dopo dieci giorni, applicando le regole del servizio postale ordinario. Il ricorso è stato rigettato.
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