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Querela Di Parte

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91 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Remissione di querela: annullamento senza rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna a seguito della remissione di querela da parte della persona offesa e della successiva accettazione da parte dell'imputato. La Corte ha dichiarato l'estinzione del reato, evidenziando come tale istituto processuale ponga fine al procedimento penale. Le spese processuali sono state poste a carico del querelato, come stabilito nella decisione finale.
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Procedibilità d’ufficio minaccia: la recidiva non basta
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di minaccia aggravata, stabilendo che la procedibilità d'ufficio non si applica se l'unica circostanza aggravante a effetto speciale è la recidiva. A seguito della Riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022), la normativa esclude espressamente la recidiva come presupposto per l'azione penale d'ufficio. In assenza di una querela da parte della persona offesa, il procedimento non poteva essere avviato.
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Remissione di querela: annulla la condanna? La Cassazione
Un individuo, condannato per il reato di molestie, ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del ricorso, la persona offesa ha proceduto con la remissione di querela, accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha annullato la sentenza di condanna, affermando che la remissione di querela, intervenuta prima della definitività della sentenza, estingue il reato e rende ammissibile il ricorso anche se proposto al solo fine di far valere tale remissione.
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Procedibilità d’ufficio: uso indebito carta di credito
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere, stabilendo che il reato di utilizzo indebito di carte di credito, previsto dall'art. 493-ter c.p., ha procedibilità d'ufficio. Di conseguenza, non è richiesta la querela della persona offesa per avviare l'azione penale. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo giudizio.
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Furto di energia: quando è procedibile d’ufficio
La Cassazione chiarisce che il furto di energia elettrica, se commesso ai danni della rete di distribuzione nazionale, è procedibile d'ufficio. Anche se non esplicitata formalmente, l'aggravante del bene destinato a pubblico servizio si considera contestata in fatto, rendendo irrilevante la mancanza di querela. La sentenza del tribunale, che aveva dichiarato l'improcedibilità, è stata annullata.
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Pene sostitutive: discrezionalità del giudice e evasione
Una donna condannata per evasione dagli arresti domiciliari ha presentato ricorso contro il diniego delle attenuanti generiche e la mancata applicazione di pene sostitutive. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il giudice gode di ampia discrezionalità nel negare tali benefici quando la condotta passata dell'imputato, come l'evasione finalizzata a commettere altri reati, dimostra inaffidabilità e assenza di ravvedimento.
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Remissione di querela: annullamento senza rinvio
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di condanna a seguito della remissione di querela da parte della persona offesa. La Corte chiarisce che il ricorso è ammissibile anche al solo fine di presentare la querela ritirata, se ciò avviene dopo la sentenza impugnata ma prima della scadenza del termine per l'appello. Il reato, procedibile a querela, si estingue e la sentenza viene annullata senza rinvio, con spese a carico del querelato.
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Furto di energia elettrica: quando è aggravato?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il furto di energia elettrica tramite allaccio abusivo alla rete pubblica costituisce sempre reato aggravato ai sensi dell'art. 625, n. 7, c.p., in quanto l'energia è un bene destinato a pubblico servizio. Di conseguenza, il reato è procedibile d'ufficio e non richiede la querela della società fornitrice. La Corte ha annullato una sentenza di un tribunale che, escludendo l'aggravante, aveva dichiarato il non doversi procedere per mancanza di querela.
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Interesse ad impugnare: no al ricorso se occupi un immobile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2641/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo. L'indagato, occupante abusivo dell'immobile sequestrato, è stato ritenuto privo di un concreto interesse ad impugnare, poiché non titolare di una posizione giuridica tutelata che gli darebbe diritto alla restituzione del bene in caso di annullamento del sequestro.
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Furto in abitazione: querela non necessaria
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1925/2025, ha annullato una decisione di primo grado che dichiarava un caso di furto in abitazione improcedibile per mancanza di querela. La Suprema Corte ha ribadito che, anche dopo la Riforma Cartabia, questo reato rimane procedibile d'ufficio, poiché la modifica normativa ha interessato il furto semplice aggravato e non la fattispecie specifica dell'art. 624 bis c.p., che include anche le pertinenze come i cortili.
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Truffa online aggravata: quando scatta la condanna?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa online aggravata. La Corte ha confermato che la vendita online integra l'aggravante della minorata difesa (art. 61 n. 5 c.p.), poiché le modalità della transazione consentono al venditore di nascondere la propria identità e impediscono all'acquirente di verificare l'effettiva esistenza e disponibilità del bene. Questa situazione crea un vantaggio per il truffatore e una condizione di debolezza per la vittima, giustificando una pena più severa.
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