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Querela Di Falso

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1206 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Iscrizione ipotecaria: interrompe la prescrizione?
Un contribuente ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria sostenendo la mancata notifica della cartella esattoriale prodromica e l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per l'IRPEF si applica la prescrizione decennale e, soprattutto, ha stabilito che la formale comunicazione di iscrizione ipotecaria al debitore ha efficacia interruttiva della prescrizione, in quanto manifesta la volontà del creditore di far valere il proprio diritto.
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Presunzione distribuzione utili: La Cassazione decide
Un socio di una società a ristretta base ha impugnato un avviso di accertamento fondato sulla presunzione distribuzione utili non dichiarati. Il ricorso si basava su presunti vizi procedurali, tra cui la mancata notifica dell'accertamento alla società. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'accertamento al socio è indipendente da quello alla società. Pertanto, un vizio di notifica all'ente non invalida l'atto verso il socio, il quale deve provare la mancata produzione o distribuzione dei profitti. La Corte ha inoltre confermato la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento in presenza di presupposti per una denuncia penale.
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Querela di falso: onere della prova e atti interni
Un genitore ha presentato una querela di falso contro il decreto di nomina di un supplente, sostenendo fosse stato creato dopo lo scrutinio in cui suo figlio non era stato promosso. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che nella querela di falso l'onere della prova è a carico di chi accusa e che un atto amministrativo interno, come una nomina scolastica, non ha il valore di atto pubblico certificativo e non può essere contestato con tale strumento.
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Clausola foro esclusivo: come si decide la competenza?
Un committente contesta la competenza territoriale basata su una clausola di foro esclusivo, disconoscendo la propria firma. La Cassazione rigetta il ricorso, affermando che la questione della competenza si decide 'allo stato degli atti', senza poter procedere con una complessa verifica della firma (querela di falso), che è incompatibile con l'istruzione sommaria prevista per tale decisione. Viene confermata la competenza del tribunale indicato nella clausola.
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Onere probatorio: appello respinto per prove incerte
Un pedone chiede il risarcimento per essere stato investito da un'auto in manovra, ma la sua domanda viene respinta. La Corte d'Appello conferma la decisione, sottolineando la mancanza di un adeguato onere probatorio a causa di testimonianze contraddittorie e generiche sulla dinamica del sinistro.
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Definizione agevolata sospende il processo tributario
Una contribuente aveva impugnato in Cassazione la validità di quattro cartelle di pagamento, contestando anche la veridicità delle relate di notifica. Durante il giudizio, la stessa ha aderito alla definizione agevolata per i medesimi debiti. La Corte di Cassazione, applicando la normativa specifica, ha disposto la sospensione del processo in attesa del perfezionamento della procedura di definizione agevolata, posticipando ogni decisione a una data successiva alla scadenza dell'ultima rata.
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Licenziamento disciplinare: prova e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un istituto di credito contro la sentenza che aveva annullato un licenziamento disciplinare. Il caso riguardava una dipendente accusata di aver diffuso un documento riservato. La Corte ha ribadito che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. La decisione della Corte d'Appello, che aveva ritenuto non provata la condotta della lavoratrice, è stata quindi confermata in quanto basata su una valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità.
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Promessa di pagamento: assegno e onere della prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che un assegno bancario, anche se privo del suo valore cartolare, funge da promessa di pagamento. Questo comporta un'inversione dell'onere della prova: non spetta al creditore dimostrare l'esistenza del debito, ma al debitore che ha emesso l'assegno provare la sua inesistenza, invalidità o estinzione. Nel caso specifico, il ricorso di un imprenditore contro un ex collaboratore, a cui aveva consegnato un assegno come garanzia, è stato respinto proprio in applicazione di questo principio consolidato.
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Revoca affidamento in prova: i limiti della Cassazione
Un soggetto in affidamento in prova si vede revocare la misura per aver violato le regole, entrando in un carcere e dichiarando falsamente di essere un procuratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, chiarendo che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma solo di controllare la logicità della motivazione e la corretta applicazione della legge. La decisione sulla revoca affidamento in prova è stata quindi confermata.
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Visibilità autovelox: la Cassazione chiarisce tutto
Un Comune ha contestato una sentenza che annullava una multa per eccesso di velocità a causa della scarsa visibilità dell'autovelox. La Corte di Cassazione ha chiarito che, sebbene l'attestazione di visibilità sul verbale non goda di fede privilegiata, l'onere di provare la mancanza di visibilità spetta all'automobilista. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame basato su questo principio.
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Responsabilità della banca per illeciti del dipendente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto di credito a risarcire un cliente per oltre un milione di euro, a causa di operazioni fraudolente compiute da un proprio dipendente. L'ordinanza ribadisce la piena responsabilità della banca quando l'illecito del dipendente è reso possibile dalle mansioni a lui affidate (nesso di occasionalità necessaria). La Corte ha inoltre chiarito che la pendenza di un giudizio su una querela di falso non obbliga alla sospensione del processo principale, essendo una facoltà del giudice.
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Notifica atto fiscale: valida senza data sulla copia?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un atto fiscale è valida anche se la copia consegnata al contribuente è priva della data di notifica. Ciò che conta è che la data sia presente sull'originale della relata di notifica conservato dall'ente e che il contribuente sia stato messo in condizione di esercitare il proprio diritto di difesa. Secondo la Corte, l'omissione non causa la nullità dell'atto, ma può al massimo incidere sulla verifica dei termini per l'impugnazione.
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Impugnazione tardiva: quando è inammissibile?
Un contribuente ha presentato un'impugnazione tardiva alla Corte di Cassazione, sostenendo di non aver avuto conoscenza del giudizio d'appello a causa di una notifica nulla. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che non è sufficiente dimostrare un vizio nella notifica. L'appellante deve anche provare che tale vizio gli ha effettivamente impedito di venire a conoscenza del processo. Poiché la notifica è avvenuta presso l'indirizzo del difensore, la presunzione di conoscenza non è stata superata, rendendo l'impugnazione tardiva inammissibile.
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Società a ristretta base: notifiche e oneri probatori
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito importanti aspetti fiscali riguardanti la società a ristretta base partecipativa. La Corte ha stabilito la validità della notifica degli avvisi di accertamento a mezzo posta e ha confermato che l'obbligo di motivazione verso i soci è soddisfatto anche con il semplice rinvio all'atto impositivo della società. Inoltre, ha ribadito che spetta ai soci l'onere di provare la mancata distribuzione degli utili accertati in capo alla società.
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Abuso diritto di abitazione: chi può agire in giudizio?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21125/2024, chiarisce un punto fondamentale sull'abuso del diritto di abitazione. Un nuovo proprietario che acquista un immobile all'asta, consapevole della presenza di difformità edilizie, non può chiedere la cessazione del diritto di abitazione per tali abusi preesistenti. Il diritto di agire per il danno spetta solo a chi era proprietario al momento in cui le irregolarità sono state commesse. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello, affermando che il nuovo proprietario ha acquistato il bene nello stato di fatto e di diritto in cui si trovava, senza subire alcun pregiudizio per le difformità già note.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contenzioso tributario, giunto fino alla Corte di Cassazione e sorto per la presunta mancata notifica di un avviso di accertamento, è stato dichiarato estinto. La contribuente ha infatti aderito alla procedura di definizione agevolata, saldando il debito secondo le modalità previste dalla legge. La Suprema Corte ha preso atto del perfezionamento della procedura e ha dichiarato la fine del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Notifica inesistente: annullato avviso di accertamento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'amministrazione finanziaria, confermando l'annullamento di un avviso di accertamento. La decisione si fonda sul concetto di notifica inesistente, verificatasi per la mancanza di una sicura correlazione tra l'atto impositivo e la ricevuta di ritorno della raccomandata. Secondo la Corte, tale vizio radicale non è sanabile nemmeno dalla successiva impugnazione del contribuente, soprattutto se, come nel caso di specie, i termini per l'accertamento sono ormai scaduti.
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Motivazione atto impositivo: quando basta il riassunto
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per frode IVA, sostenendo che la mancata allegazione dei processi verbali di constatazione relativi a società terze ne inficiasse la validità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la motivazione dell'atto impositivo è valida se l'avviso riproduce il contenuto essenziale degli atti richiamati, rendendo superflua l'allegazione fisica dei documenti stessi. La Corte ha inoltre chiarito che non tutte le affermazioni contenute in un verbale sono assistite da fede privilegiata.
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Avviso di accertamento: quando è valido per relationem?
Una società contesta un avviso di accertamento per costi indeducibili e IVA indetraibile, lamentando la mancata allegazione dei verbali relativi a società terze. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la motivazione "per relationem" è valida se l'atto impositivo riproduce il contenuto essenziale dei documenti richiamati, garantendo il diritto di difesa. La Corte ha inoltre precisato il diverso valore probatorio delle varie parti di un processo verbale di constatazione.
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Spese legali PA: quando non sono dovute dall’opponente
Un automobilista si oppone a una multa per eccesso di velocità rilevata da un autovelox. La Corte di Cassazione, pur rigettando i motivi relativi alla validità dell'accertamento, accoglie il ricorso sulla questione delle spese legali PA. Viene stabilito che se la Pubblica Amministrazione si difende in giudizio con un proprio funzionario, non ha diritto al rimborso degli onorari di avvocato, ma solo delle spese vive documentate.
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