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Quantum Devolutum

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'insieme delle questioni e dei capi della sentenza di primo grado che vengono trasferiti all'esame del giudice d'appello attraverso i motivi di impugnazione. Delimita l'ambito del giudizio di secondo grado.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Corrispondenza chiesto-pronunciato: tasse annullate per errore
Una società impugna una cartella di pagamento per vizi di notifica e motivazione. Il giudice d'appello, però, annulla l'atto per un motivo diverso e mai sollevato: la mancata prova nel merito del debito da parte dell'Agente della riscossione. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, riaffermando il sacro principio della **corrispondenza tra chiesto e pronunciato**. Il giudice non può decidere su questioni estranee alle contestazioni del contribuente. Annullando la sentenza per vizio di 'extrapetizione', la Corte ha chiarito che l'ambito del giudizio è definito esclusivamente dai motivi di ricorso. La causa è stata rinviata per essere decisa di nuovo, questa volta solo sui punti originariamente contestati.
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Ricorso per cassazione e inammissibilità appello
Una società edile ha proposto un ricorso per cassazione contro una sentenza di primo grado, invocando erroneamente la procedura dell'art. 348-ter c.p.c. La Corte d'Appello aveva precedentemente dichiarato inammissibile l'appello per genericità dei motivi tramite sentenza ordinaria, non tramite ordinanza filtro. La Suprema Corte ha stabilito che, mancando il presupposto dell'ordinanza filtro, il ricorso diretto contro la decisione di primo grado è inammissibile.
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Reformatio in peius: i limiti del giudice d’appello
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del potere del giudice d'appello, affermando che non può peggiorare la posizione dell'unico appellante modificando la statuizione sulle spese legali a suo sfavore, se la controparte non ha proposto appello incidentale. Questo principio, noto come divieto di reformatio in peius, è stato applicato in un caso relativo a un'opposizione a decreto ingiuntivo. La Corte ha anche dichiarato inammissibile un motivo di ricorso che non contestava adeguatamente la duplice ratio decidendi della sentenza impugnata.
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Onere della prova: busta vuota, chi deve dimostrarlo?
Un professionista è stato sanzionato dall'Amministrazione Finanziaria per non aver restituito un questionario che, secondo l'ente, era stato inviato per posta. Il contribuente ha sostenuto di aver ricevuto solo la lettera di accompagnamento ma non il questionario. La Corte di Cassazione ha chiarito che, in casi come questo, l'onere della prova si inverte. Se il destinatario ammette di aver ricevuto parte del contenuto di una spedizione multipla, spetta al mittente (in questo caso l'Amministrazione Finanziaria) dimostrare che anche il documento mancante era effettivamente presente nell'involucro. La presunzione di conoscenza non è sufficiente a superare la contestazione specifica del destinatario.
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Accertamento sintetico: quando è nullo per la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro l'annullamento di un accertamento sintetico. Il giudice di merito aveva correttamente verificato che, una volta provata dal contribuente la disponibilità di somme per quasi tutte le spese contestate, lo scostamento residuo tra reddito accertato e dichiarato era inferiore alla soglia del 25% prevista dalla legge, rendendo illegittima la pretesa fiscale.
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