LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Quae Temporalia Ad Agendum, Perpetua Ad Excepiendum

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio latino che significa: 'le difese che si possono usare per un tempo limitato in un'azione legale, possono essere usate per sempre come eccezione (cioè, per difendersi)'. In pratica, anche se non puoi più fare causa per un motivo, puoi ancora usare quello stesso motivo per difenderti se sei tu a essere citato in giudizio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fisco contro banche: l’onere della prova nel rimborso d’imposta
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a un'azienda bancaria il rimborso dell'imposta IRPEG per l'anno 1992. La banca riteneva provato il credito basandosi sulla dichiarazione dei redditi e su documenti generici. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che l'onere della prova nel rimborso d'imposta spetta interamente al contribuente. Quest'ultimo deve dimostrare l'effettiva sussistenza e l'esatto ammontare del credito vantato, non essendo sufficiente la sola presentazione della dichiarazione dei redditi. Inoltre, l'Amministrazione finanziaria può contestare il credito anche dopo la scadenza dei termini per l'accertamento. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Onere della prova credito d’imposta: niente rimborso se mancano
Una società, dopo averne incorporata un'altra, chiede il rimborso di un credito IRES che sostiene di aver utilizzato solo in parte per un errore. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso. La Corte di Cassazione dà ragione al Fisco, stabilendo un principio fondamentale: l'onere della prova del credito d'imposta spetta interamente al contribuente. Non basta indicare il credito in dichiarazione; è necessario fornire prove documentali complete che ne attestino l'esistenza e il mancato utilizzo. La semplice presentazione di alcuni modelli F24 che dimostrano un uso parziale non è sufficiente a provare che la parte restante del credito esista davvero e non sia stata compensata. Di conseguenza, la domanda di rimborso dell'azienda viene respinta.
Continua »
Contestazione Credito d’Imposta: Fisco può negare rimborso dopo 10 anni
Una società chiede il rimborso di un credito IRPEG esposto in una dichiarazione di oltre dieci anni prima. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sulla contestazione credito d'imposta: l'Amministrazione Finanziaria può sempre contestare l'esistenza di un credito fiscale quando il contribuente ne chiede il rimborso, anche se sono scaduti i termini per l'accertamento. Questo perché il Fisco agisce in via di eccezione, cioè si difende dalla richiesta del contribuente. La Corte chiarisce che l'onere di provare l'esistenza del credito spetta sempre e solo al contribuente che avanza la pretesa.
Continua »
Prescrizione credito d’imposta: quando inizia?
Una società ha richiesto un rimborso fiscale oltre dieci anni dopo aver presentato la dichiarazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione del credito d'imposta, di durata decennale, decorre dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Di conseguenza, il diritto al rimborso si era estinto per prescrizione, poiché la richiesta era tardiva. La Corte ha chiarito che i termini per i controlli fiscali non posticipano l'inizio della decorrenza della prescrizione per il contribuente.
Continua »
Rimborso credito d’imposta: onere della prova
Una società finanziaria ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta IRPEG, acquisito da un'altra azienda. Di fronte al silenzio dell'Amministrazione Finanziaria, la società ha avviato un contenzioso. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che l'Amministrazione può contestare la legittimità di un credito anche dopo la scadenza dei termini di accertamento. Il principio chiave è che l'onere della prova per un rimborso credito d'imposta spetta sempre al contribuente, che deve dimostrare i fatti costitutivi del proprio diritto, non essendo sufficiente la sola indicazione in dichiarazione.
Continua »