La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di droga. La Corte chiarisce che per distinguere tra uso personale e spaccio, e quindi definire la corretta destinazione stupefacenti, è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli indizi. Nel caso specifico, il numero di dosi ricavabili (440), la presenza di un bilancino di precisione e le modalità di confezionamento sono stati ritenuti elementi decisivi per confermare l'accusa di spaccio, al di là della mera quantità.
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