La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27039/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. La decisione ribadisce i criteri di valutazione della prova indiziaria, sottolineando che più indizi gravi, precisi e concordanti, se valutati in modo globale e unitario, possono fondare una condanna. La Corte ha ritenuto immune da vizi la motivazione dei giudici di merito che hanno collegato abiti, un tatuaggio e l'uso di veicoli rubati per identificare l'autore del reato, rigettando le censure difensive come tentativi di una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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