L'Imputato, accusato del reato di riciclaggio, ha concordato con il Pubblico Ministero una pena di due anni e otto mesi di reclusione oltre a una multa. Successivamente, ha presentato un ricorso contro patteggiamento davanti alla Corte di Cassazione, lamentando la mancata valutazione delle condizioni per il suo proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, dopo la riforma del 2017, i motivi per impugnare una sentenza concordata sono estremamente limitati. Il giudice del patteggiamento non deve motivare in modo approfondito l'assenza di cause di non punibilità, a meno che non emergano elementi evidenti dagli atti. Di conseguenza, l'accordo sulla pena resta valido e l'imputato deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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