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Progressioni Economiche Orizzontali

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Meccanismi di avanzamento di carriera che consentono al lavoratore di ottenere un aumento di stipendio pur rimanendo nella stessa categoria o area professionale, basati su anzianità e valutazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Progressioni Economiche Lavoratori Pubblici: Cassazione contro l’Eccesso di Potere
Un gruppo di Lavoratori, inizialmente assunti a tempo determinato e poi stabilizzati da L'Amministrazione, ha chiesto il riconoscimento delle "progressioni economiche lavoratori pubblici" maturate anche durante il periodo precario. Dopo una sentenza favorevole della Corte d'Appello, L'Amministrazione ha eseguito solo parzialmente, escludendo le progressioni relative al periodo a termine, basandosi su un contratto collettivo che richiedeva due anni di servizio a tempo indeterminato. I Lavoratori hanno avviato un giudizio di ottemperanza, ma il giudice amministrativo ha confermato la posizione di L'Amministrazione. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che il giudice amministrativo ha commesso un "eccesso di potere giurisdizionale", non potendo integrare il contenuto del giudicato con elementi esterni, ma solo verificarne l'esatta esecuzione. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Progressioni economiche orizzontali: nessun automatismo
Una lavoratrice ha ottenuto con effetto retroattivo l'inquadramento nella categoria superiore presso un ente pubblico locale. Successivamente, la dipendente ha richiesto il riconoscimento economico degli scatti interni e le relative differenze retributive, lamentando in subordine il danno da perdita di chance. L'amministrazione comunale ha negato i benefici economici. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto delle domande della dipendente. I giudici hanno stabilito che le progressioni economiche orizzontali mantengono natura selettiva e non automatica. Inoltre, le valutazioni positive ottenute nella qualifica inferiore non possono essere applicate alla categoria superiore, poiché le mansioni e l'oggetto della valutazione risultano differenti.
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Progressioni economiche: esclusi i precari? La Cassazione esamina
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il caso di alcuni dipendenti pubblici, assunti a tempo indeterminato dopo anni di precariato, ai quali era stata negata la partecipazione alle progressioni economiche orizzontali durante il periodo di lavoro a termine. I giudici di merito avevano respinto le loro richieste, ritenendo giustificata la differenziazione rispetto ai colleghi di ruolo. La Suprema Corte, riconoscendo la novità e la rilevanza della questione in relazione al principio di non discriminazione europeo, ha disposto il rinvio della causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita, sospendendo di fatto il giudizio.
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Progressioni economiche: rinvio per i precari PA
La Corte di Cassazione esamina il caso di dipendenti pubblici esclusi dalle progressioni economiche durante i loro contratti a termine. Ritenendo la questione nuova e di rilevanza europea, la Corte non decide nel merito ma dispone un rinvio a pubblica udienza per un esame più approfondito sul principio di non discriminazione e sulla legittimità del differente trattamento basato sulla natura del rapporto di lavoro.
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Anzianità di servizio: la Cassazione sul CCNL
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una dipendente comunale al riconoscimento della sua anzianità di servizio, maturata prima della riforma contrattuale, ai fini della progressione economica. La decisione si basa sull'interpretazione delle tabelle di corrispondenza del CCNL Enti Locali del 1999, che equiparavano la vecchia qualifica della lavoratrice alla nuova categoria C. La Corte ha ritenuto che tale equiparazione fosse sufficiente a validare l'intero periodo di servizio per il calcolo dell'anzianità. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso del Comune relativo alla tardiva produzione di documenti, poiché non era stata sollevata una tempestiva eccezione durante il processo di merito.
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Inquadramento dipendente pubblico: no a fascia alta
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel passaggio di un dipendente da un'amministrazione pubblica a un'altra, il corretto inquadramento dipendente pubblico non garantisce l'accesso a una fascia retributiva superiore basata unicamente sull'anzianità di servizio maturata. La normativa mira a proteggere il trattamento economico già percepito, anche tramite un assegno 'ad personam', ma le progressioni economiche nel nuovo comparto seguono le regole specifiche del contratto di destinazione, spesso basate su criteri selettivi e non sulla mera anzianità.
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Progressioni economiche: non sono un diritto automatico
Una dipendente pubblica, dopo aver ottenuto il riconoscimento di una qualifica superiore, ha richiesto le progressioni economiche orizzontali che l'ente aveva nel frattempo concesso ad altri colleghi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le progressioni economiche non costituiscono un diritto automatico se l'amministrazione dimostra che sono state attribuite sulla base di procedure selettive e meritocratiche, e non in modo indiscriminato a tutto il personale. La sentenza chiarisce anche importanti principi processuali, come quello del giudicato interno e l'inammissibilità del ricorso quando questo non contesta tutte le autonome motivazioni alla base della decisione impugnata.
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Estinzione processo: se le parti non si presentano
Un ente pubblico appellava una sentenza di primo grado che lo condannava a risarcire alcuni dipendenti per illegittimità nella graduatoria delle progressioni economiche. Durante il processo d'appello, le parti, dopo aver avviato trattative per un accordo, non si sono più presentate in udienza. La Corte d'Appello, constatata la duplice assenza ingiustificata, ha dichiarato l'estinzione del processo per inattività delle parti, senza decidere nel merito della controversia.
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