Il Tribunale di sorveglianza ha disposto la revoca della detenzione domiciliare nei confronti di un condannato, precedentemente ammesso a scontare la pena presso il proprio domicilio. La decisione si fonda su due nuove denunce per furto: la sottrazione di bottiglie di champagne in un'enoteca, ripresa dalle telecamere di sorveglianza, e il furto di un albero di Natale in una parrocchia. Il condannato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando che si trattasse di fatti di lieve entità e contestando la ricostruzione degli episodi. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la commissione di nuovi reati, seppur di modesto valore economico, dimostra l'incompatibilità del soggetto con la misura alternativa e l'incapacità di rispettare le regole del vivere civile. Il ricorrente perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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