Un individuo, rinviato a giudizio per reati gravi come associazione per delinquere e truffa aggravata, aveva richiesto la revoca o sostituzione degli arresti domiciliari. La richiesta si basava su presunte gravi condizioni di salute, il lungo tempo trascorso, la condotta irreprensibile e il risarcimento del danno. Il Tribunale di Roma aveva respinto la richiesta, ritenendo le condizioni di salute compatibili con gli arresti domiciliari e non ravvisando elementi nuovi per modificare la misura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che le condizioni di salute non rendevano gli arresti domiciliari incompatibili e che le censure erano volte a una diversa valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e a una sanzione.
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