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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità 231: non basta il reato presupposto
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna nei confronti di due società per illecito amministrativo dipendente da reato. La Corte ha stabilito che per affermare la responsabilità 231 di un ente non è sufficiente provare la commissione del reato presupposto (in questo caso, indebita percezione di erogazioni pubbliche) da parte di una persona fisica. È necessario che il giudice accerti in modo autonomo e specifico gli ulteriori elementi richiesti dalla normativa: il rapporto qualificato tra l'autore del reato e l'ente, l'interesse o il vantaggio per l'ente, e soprattutto la cosiddetta 'colpa di organizzazione'. La Corte d'appello aveva erroneamente dedotto la responsabilità delle società in via automatica, senza svolgere queste verifiche essenziali.
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Onere della prova assegno: chi deve dimostrare l’incasso?
Un creditore ha richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare, sostenendo di non aver mai incassato un assegno a lui intestato e consegnato a suo fratello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in tema di onere della prova assegno, una volta che il debitore dimostra l'emissione e la consegna del titolo, spetta al creditore provare il mancato incasso.
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Competenza cessione credito lavoro: decide il Giudice del Lavoro
Un lavoratore aveva ceduto il suo credito per il Trattamento di Fine Servizio (TFS) a una banca. Successivamente, l'ente previdenziale ha modificato unilateralmente le scadenze di pagamento, creando un inadempimento nel finanziamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza a decidere sull'intera controversia, inclusa quella contro la banca, spetta al Giudice del Lavoro. La motivazione risiede nel principio secondo cui la natura lavoristica del credito originario determina la competenza per materia, anche dopo la sua cessione.
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Cessione del credito: imposta fissa o proporzionale?
Una società aveva effettuato una cessione del credito a una banca come garanzia per una linea di credito, pagando un'imposta di registro fissa. L'Agenzia delle Entrate ha contestato, applicando un'imposta proporzionale. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo che l'apertura di credito e la successiva cessione del credito a scopo di garanzia sono due negozi giuridici distinti e autonomi. Di conseguenza, la cessione, non essendo un'operazione di finanziamento che immette nuova liquidità, deve essere tassata separatamente con l'imposta di registro proporzionale.
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