La Corte di Cassazione ha stabilito che un furto in B&B integra il reato aggravato di furto in abitazione, poiché la camera di una struttura ricettiva è considerata "privata dimora". Con la sentenza n. 8043/2025, la Corte ha respinto il ricorso di un imputato, condannato per aver sottratto beni a due turisti. I giudici hanno chiarito che anche un soggiorno temporaneo stabilisce un legame sufficiente a qualificare lo spazio come privato. Inoltre, il reato è stato ritenuto consumato, e non solo tentato, poiché l'impossessamento dei beni era già avvenuto al momento dell'intervento, casuale, delle forze dell'ordine.
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