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Principio Di Capacità Contributiva

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29 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Giudicato esterno: effetti sul socio e sull’avviso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24693/2024, ha stabilito che l'annullamento parziale dell'avviso di accertamento di una società si estende anche al socio. Questo principio, noto come efficacia riflessa del giudicato esterno, si applica anche se l'accertamento a carico del socio è diventato definitivo per motivi procedurali. La Corte ha cassato la sentenza impugnata, affermando che il venir meno del presupposto impositivo (i maggiori ricavi della società) rende illegittima la pretesa fiscale verso il socio, in ossequio al principio di capacità contributiva.
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Giudicato esterno: l’annullamento per la società vale per i soci
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'annullamento parziale di un accertamento fiscale a carico di una società ha un'efficacia riflessa sull'accertamento a carico del socio, anche se quest'ultimo è divenuto definitivo per ragioni procedurali. Il principio del giudicato esterno prevale, estinguendo parzialmente il presupposto della pretesa tributaria nei confronti del socio, in ossequio al principio di capacità contributiva.
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Imposta unica scommesse: chi paga tra CTD e bookmaker?
Una società estera di scommesse ha contestato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa a giocate raccolte in Italia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il bookmaker estero è il soggetto passivo d'imposta per le scommesse gestite sul territorio nazionale tramite i suoi centri di trasmissione dati (CTD). La Corte ha chiarito che l'obbligo fiscale sussiste indipendentemente dal possesso di una concessione statale e che la normativa italiana non viola i principi UE di non discriminazione, poiché la tassa si applica a tutti gli operatori che raccolgono scommesse in Italia.
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Imposta unica scommesse: obblighi del bookmaker estero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7578/2024, ha stabilito che un bookmaker estero, operante in Italia tramite Centri Trasmissione Dati (CTD) senza concessione statale, è tenuto al pagamento dell'imposta unica sulle scommesse anche per il periodo d'imposta 2008. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker sussiste a prescindere da quella del CTD e che la dichiarazione di incostituzionalità parziale della normativa di riferimento non ha eliminato l'obbligo fiscale in capo all'organizzatore delle scommesse.
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Accertamento induttivo: costi presunti da riconoscere
Una società ha contestato un avviso di accertamento fiscale basato sul metodo induttivo, che le imputava maggiori ricavi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4690/2024, ha stabilito un principio fondamentale: nell'ambito di un accertamento induttivo, l'Amministrazione Finanziaria non può limitarsi a determinare i maggiori ricavi, ma deve anche riconoscere, seppur in via presuntiva o forfettaria, i costi correlati a tali ricavi. Questo per rispettare il principio costituzionale della capacità contributiva, secondo cui la tassazione deve colpire il reddito netto e non il profitto lordo. La Corte ha quindi cassato la sentenza precedente, rinviando il caso per una nuova determinazione del reddito imponibile che tenga conto anche dei costi non documentati.
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Accertamenti bancari: deduzione costi presunti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10013/2025, interviene sul tema degli accertamenti bancari. Un imprenditore, a seguito di un accertamento basato su movimenti bancari, si era visto riconoscere una deduzione forfettaria del 15% per i costi. La Suprema Corte, richiamando la sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2023, ha stabilito un principio fondamentale: l'imprenditore ha sempre il diritto di eccepire e ottenere la deduzione di una quota percentuale di costi relativi ai ricavi presunti dai prelevamenti non giustificati. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio, incaricando il giudice di merito di determinare l'effettiva incidenza dei costi, anche in via presuntiva e con l'ausilio di medie di settore.
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Imposta unica scommesse: chi paga prima del 2011?
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativo all'anno 2007 a carico di un centro trasmissione dati. Seguendo una precedente sentenza della Corte Costituzionale, i giudici hanno stabilito che, per i periodi d'imposta antecedenti al 2011, il titolare del centro non è il soggetto passivo del tributo. La responsabilità ricade sul bookmaker, poiché il gestore del centro non aveva la possibilità di trasferire contrattualmente il carico fiscale.
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Accertamento induttivo: la Cassazione sui costi
Una società immobiliare, soggetta a un accertamento induttivo per l'omissione delle dichiarazioni fiscali, si è vista negare il riconoscimento di qualsiasi costo. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene il ricorso del Fisco su un primo punto fosse infondato, il giudice di secondo grado ha errato nel non quantificare i costi deducibili, come richiesto in via subordinata dalla stessa Amministrazione Finanziaria. La causa è stata quindi rinviata al giudice del merito affinché determini l'esatto ammontare dei costi, confermando il principio che in un accertamento induttivo una quota ragionevole di costi deve sempre essere considerata.
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Costi soggettivamente inesistenti: la guida completa
Una società vinicola fallita ha impugnato un avviso di accertamento che negava la deducibilità di costi per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, anche in caso di costi soggettivamente inesistenti, spetta al contribuente dimostrare la sussistenza di tutti i requisiti di legge per la deduzione, come l'inerenza e la certezza, prova che in questo caso non è stata fornita.
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