LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Presunzione Esigenze Cautelari

Pagina 4 di 4

67 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Presunzione esigenze cautelari: il lavoro non basta
Un soggetto accusato di associazione mafiosa e tentato omicidio ricorre contro la misura della custodia cautelare in carcere, sostenendo che un recente contratto di lavoro dimostri un cambiamento di vita. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la 'presunzione esigenze cautelari' per reati di mafia richiede una prova certa e inequivocabile della rottura con l'ambiente criminale, non essendo sufficiente un impiego a tempo determinato.
Continua »
Presunzione esigenze cautelari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di stupefacenti. La Corte ha ritenuto che la presunzione esigenze cautelari non fosse stata superata, valorizzando la gravità dei fatti, il ruolo stabile dell'indagato come fornitore e il suo inserimento in una vasta rete criminale, nonostante le argomentazioni della difesa sulla risalenza dei fatti e su una presunta attività lavorativa lecita.
Continua »
Presunzione esigenze cautelari: il tempo non basta
Un soggetto, indagato per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, sostenendo che il tempo trascorso dai fatti avesse reso non più attuali le esigenze preventive. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che per reati di tale gravità vige una presunzione di esigenze cautelari. Tale presunzione non può essere superata dal solo decorso del tempo, specialmente di fronte a una comprovata pericolosità del sodalizio criminale e a un ruolo attivo dell'indagato.
Continua »
Presunzione esigenze cautelari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la Sentenza 9922/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha ribadito la forza della presunzione esigenze cautelari prevista dall'art. 275 c.p.p., specificando che il solo trascorrere del tempo non è sufficiente a superarla in assenza di nuovi elementi concreti che dimostrino un affievolimento della pericolosità sociale.
Continua »
Presunzione esigenze cautelari: il tempo non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, il quale chiedeva la sostituzione della custodia cautelare in carcere. La Corte ha ribadito che la presunzione esigenze cautelari, prevista dall'art. 275 c.p.p. per reati di particolare gravità, non può essere superata dal solo trascorrere del tempo in detenzione, soprattutto di fronte alla gravità dei fatti e all'impossibilità di applicare misure alternative come gli arresti domiciliari.
Continua »
Presunzione esigenze cautelari: il tempo non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per i reati di associazione mafiosa, la presunzione delle esigenze cautelari non viene meno con il solo trascorrere del tempo. Un indagato, accusato di appartenere a un clan della 'ndrangheta, ha visto respinto il suo ricorso contro la custodia in carcere. La Corte ha chiarito che, data la stabilità e la natura pervasiva delle mafie storiche, elementi come un lavoro lecito o l'assenza di precedenti penali non sono sufficienti a dimostrare un effettivo allontanamento dal sodalizio criminale, necessario per superare la presunzione di pericolosità.
Continua »
Presunzione esigenze cautelari: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'ordinanza che negava la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La decisione si fonda sulla cosiddetta doppia presunzione esigenze cautelari prevista per gravi reati di narcotraffico. Secondo la Corte, gli elementi forniti dalla difesa, come la giovane età e un'attività lavorativa, non erano sufficienti a superare tale presunzione, specialmente a fronte del concreto pericolo di reiterazione del reato, confermato dal ritrovamento di stupefacenti presso l'abitazione dell'imputato.
Continua »