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Prescrizione Del Reato — Anno 2026

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373 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Prescrizione Del Reato

Provvedimenti

Frode in commercio: l’uso di additivi nell’olio EVO
La Cassazione conferma la condanna per frode in commercio a un produttore di olio. Aveva venduto come extravergine un olio trattato con enzimi per aumentarne la resa, violando l'art. 515 c.p. Il ricorso è stato respinto in quanto la Corte d'Appello aveva motivato logicamente la colpevolezza, superando l'assoluzione di primo grado. Rigettata anche l'eccezione di prescrizione.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze su spese e sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito di rinuncia da parte dell'imputato. La sentenza chiarisce che la rinuncia al ricorso comporta la condanna al pagamento delle spese processuali, di una sanzione pecuniaria e della rifusione delle spese alla parte civile, specialmente se questa non è stata tempestivamente informata della rinuncia. Le motivazioni personali e di salute, se non documentate, non sono sufficienti a escludere tali conseguenze economiche.
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Prescrizione del reato: il calcolo della sospensione
Un imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando che nel calcolo della prescrizione del reato devono essere sommati anche i periodi di sospensione del processo. In questo caso, i 153 giorni di sospensione hanno posticipato la scadenza del termine, rendendo il motivo di ricorso manifestamente infondato.
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Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna
Un automobilista è stato condannato per aver sottratto il proprio veicolo sequestrato e per averne denunciato falsamente lo smarrimento. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità per la sottrazione del veicolo, ma ha annullato la condanna per il falso, dichiarando la prescrizione del reato. La Corte d'Appello aveva infatti omesso di pronunciarsi sulla specifica eccezione sollevata dalla difesa. Di conseguenza, la pena è stata ricalcolata e ridotta.
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Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna
In un complesso caso di associazione di stampo mafioso, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna di un imprenditore. La Corte ha stabilito che, nonostante un precedente accertamento della responsabilità, la necessità di ridefinire la durata del reato (tempus commissi delicti) ha riaperto i termini per la prescrizione del reato. Di conseguenza, essendo il reato estinto per il decorso del tempo, anche la confisca per equivalente disposta sui beni dell'imputato è stata dichiarata inefficace.
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Prescrizione giudice esecuzione: i limiti del potere
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del potere del giudice dell'esecuzione in materia di prescrizione. Viene dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva di dichiarare la prescrizione del reato maturata prima della sentenza definitiva. La Corte ribadisce che il tema della prescrizione giudice esecuzione è circoscritto alle cause estintive sorte dopo il giudicato, non potendo il giudice modificare aspetti già decisi nel processo di cognizione.
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Fatture false: quando le prove del Fisco sono valide?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un legale rappresentante di un'associazione sportiva, condannato per l'emissione di fatture false. La sentenza stabilisce che le prove raccolte durante una verifica fiscale sono utilizzabili nel processo penale, soprattutto quando la condanna si fonda su un quadro probatorio ampio e convergente. La Corte ha ritenuto il ricorso generico e manifestamente infondato, confermando la condanna e respingendo l'eccezione di inutilizzabilità delle prove e di prescrizione del reato.
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Scissione societaria: reato di bancarotta e confini
La Corte di Cassazione ha confermato che una scissione societaria, pur essendo un'operazione formalmente lecita, può costituire bancarotta fraudolenta. Nel caso esaminato, un amministratore aveva trasferito beni di valore, tra cui auto di lusso, da una società in crisi a una nuova entità da lui controllata, per poi rivenderli e distrarre i fondi. La Corte ha ritenuto l'operazione finalizzata a depauperare il patrimonio a danno dei creditori. È stata invece dichiarata la prescrizione per il connesso reato di autoriciclaggio.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato (2,74 g/l) ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito l'applicazione della cosiddetta legge Orlando in materia di prescrizione e hanno ribadito che la notevole gravità della condotta giustifica il diniego delle attenuanti generiche.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per rifiuto di sottoporsi all'alcoltest, stabilendo principi chiari. La manifesta infondatezza dei motivi, che si limitavano a reiterare censure già respinte, ha impedito di esaminare il merito. La Corte ha ribadito che un ricorso inammissibile non consente di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello e ha chiarito l'ambito temporale di applicazione delle nuove norme sull'improcedibilità.
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Inammissibilità ricorso: quando i motivi sono reiterativi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in cui i motivi erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. L'analisi sul caso di inammissibilità ricorso chiarisce i limiti dell'impugnazione, confermando la condanna e il pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: motivi solo reiterativi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per rapina. La decisione si fonda sulla natura puramente reiterativa dei motivi di ricorso, che non si confrontano con la motivazione della sentenza d'appello, e sulla manifesta infondatezza di un motivo nuovo relativo alla prescrizione.
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Rifiuto alcoltest: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per rifiuto alcoltest. Il comportamento non collaborativo dell'imputato, che ha tentato di incolpare un'altra persona, ha giustificato il diniego delle attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto manifestamente infondati tutti i motivi del ricorso, inclusi quelli sulla prescrizione e sulla sanzione accessoria.
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