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Poteri Officiosi

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84 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Gratuito patrocinio: requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione conferma che una domanda di gratuito patrocinio è inammissibile se manca dell'autocertificazione sul reddito o se l'identità del richiedente è incerta. La sentenza chiarisce che i poteri di indagine del giudice non possono sopperire a tali vizi di ammissibilità iniziali. Nel caso di specie, il ricorso di un detenuto, identificato solo tramite rilievi dattiloscopici, è stato respinto proprio perché l'incertezza sulla sua identità impediva le necessarie verifiche patrimoniali.
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Continuazione tra reati: onere della prova e poteri
Una recente sentenza della Corte di Cassazione annulla una condanna per spaccio, stabilendo importanti principi sulla continuazione tra reati. La Corte ha chiarito che, per ottenere il riconoscimento della continuazione, l'imputato ha l'onere di fornire tutti gli elementi per identificare una precedente condanna, ma non è obbligato a produrne copia. A fronte di un'allegazione completa, il giudice può acquisire d'ufficio la sentenza. Viene inoltre criticata una motivazione superficiale sull'assenza di un disegno criminoso in episodi di spaccio ravvicinati.
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Prova non fallibilità: Cassazione su onere e prove
Una società in liquidazione, dichiarata fallita, ha presentato ricorso sostenendo di non possedere i requisiti dimensionali per essere assoggettata alla procedura. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la prova non fallibilità spetta al debitore. Secondo la Corte, documenti alternativi ai bilanci, come le dichiarazioni fiscali, sono ammissibili, ma solo se ritenuti attendibili e non contraddittori dal giudice di merito. La loro inaffidabilità non può essere superata tramite i poteri istruttori d'ufficio del giudice.
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Risarcimento detenzione inumana: il dovere di ricerca
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un Tribunale di Sorveglianza che aveva negato un risarcimento per detenzione inumana, motivando l'impossibilità di verificare le condizioni carcerarie di periodi passati per l'assenza di archivi digitali. La Suprema Corte ha statuito che il giudice ha il dovere di disporre una ricerca approfondita, anche manuale e su registri cartacei, per accertare i fatti, non potendo rigettare l'istanza sulla base della mera difficoltà dell'indagine.
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