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Potere Direttivo

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52 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Somministrazione illecita di manodopera: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che riqualificavano un contratto di appalto in somministrazione illecita di manodopera. Il caso riguardava una società di servizi che aveva impugnato avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA. La Corte ha stabilito che, poiché era la società committente a esercitare il potere direttivo e organizzativo sui lavoratori forniti da cooperative esterne, l'appalto era fittizio. Di conseguenza, è stata confermata l'indetraibilità dell'IVA relativa alle fatture emesse dalle cooperative.
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Qualificazione rapporto di lavoro: il caso navigator
La Corte d'Appello ha esaminato la richiesta di un gruppo di lavoratori, noti come 'navigator', di veder riconosciuto il loro rapporto di collaborazione come lavoro subordinato. La Corte ha rigettato l'appello, confermando la decisione di primo grado. La motivazione principale si fonda sull'assenza di prova di un effettivo potere direttivo e di controllo da parte del committente, elemento essenziale per la qualificazione del rapporto di lavoro come subordinato. Le direttive impartite sono state considerate mere forme di coordinamento compatibili con un'attività autonoma.
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Lavoro subordinato: la motivazione della sentenza
La Corte di Cassazione conferma una sanzione a un locale notturno per l'impiego di 42 lavoratori in nero, ritenendo pienamente provato il rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha stabilito che la motivazione della sentenza d'appello era adeguata, basandosi su indici chiari come la retribuzione fissa, le direttive impartite e l'inserimento stabile nell'organizzazione aziendale, respingendo il ricorso del titolare basato su un presunto difetto di motivazione.
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Lavoro subordinato: come riconoscerlo in concreto
Una psichiatra, formalmente legata da un contratto di collaborazione, ha ottenuto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Cassazione ha confermato che le modalità effettive di svolgimento della prestazione, come il rispetto di turni e direttive, prevalgono sul nome del contratto. Tuttavia, ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per errori nel calcolo del risarcimento e per non aver considerato i guadagni percepiti dalla lavoratrice dopo il licenziamento (aliunde perceptum).
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Lavoro subordinato: la prova della subordinazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che negava la qualificazione di un rapporto di lavoro subordinato per una gestrice di un'attività turistica. In assenza di prove concrete sull'esercizio del potere direttivo e di controllo da parte del titolare, come orari fissi o direttive specifiche, il rapporto è stato considerato di collaborazione autonoma. La Suprema Corte ribadisce che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è adeguata.
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Appalto genuino: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con l'azienda committente, pur essendo dipendente di una cooperativa di facchinaggio. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che si trattava di un appalto genuino. La decisione si fonda sulla prova che la cooperativa esercitava un effettivo potere direttivo e organizzativo sui propri dipendenti (gestione turni, ferie, potere disciplinare) e forniva gli strumenti di lavoro, elementi sufficienti a qualificare il contratto come un legittimo appalto di servizi e non come una mera fornitura di manodopera.
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Lavoro Subordinato: Prova e Indici Rivelatori
Un lavoratore si è visto rigettare la richiesta di riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che, in assenza di prova della soggezione del lavoratore al potere direttivo, disciplinare e di controllo del datore, il rapporto non può essere qualificato come subordinato. La Corte ha ritenuto che la relazione tra le parti avesse natura di accordo commerciale, respingendo i motivi di ricorso del lavoratore in quanto inammissibili.
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Appalto di manodopera: quando è illecito?
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di un istituto bancario e di una società di servizi, confermando l'illegittimità di un appalto di manodopera. La Suprema Corte ha ribadito che, per essere genuino, l'appalto richiede che l'appaltatore eserciti un effettivo potere direttivo sui propri dipendenti e possegga una propria organizzazione con assunzione del rischio d'impresa. In assenza di questi elementi, si configura un'interposizione illecita di manodopera, con conseguente costituzione del rapporto di lavoro in capo al committente.
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Appalto endoaziendale: quando è lecito? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 1605/2024, ha definito i contorni della liceità dell'appalto endoaziendale. Nel caso esaminato, alcuni lavoratori impiegati da una società appaltatrice per un servizio di assistenza clienti di un grande committente, chiedevano il riconoscimento di un rapporto di lavoro diretto con quest'ultimo. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che un appalto è genuino, anche se svolto all'interno del ciclo produttivo del committente, quando l'appaltatore esercita una reale organizzazione dei mezzi e si assume il rischio d'impresa. L'ingerenza del committente, se finalizzata solo al controllo della qualità del servizio, non trasforma l'appalto in una somministrazione illecita di manodopera.
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Potere direttivo datore di lavoro: limiti e validità
Una lavoratrice ha impugnato il trasferimento, la gestione delle ferie e la modifica dell'orario di lavoro decisi dall'azienda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che le decisioni rientrano nel legittimo esercizio del potere direttivo del datore di lavoro, a condizione che siano motivate e non arbitrarie. La sentenza sottolinea l'importanza di presentare motivi di ricorso specifici e non generici per poter contestare tali decisioni.
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Appalto Fittizio: quando il contratto è illecito
Una catena di supermercati ha utilizzato una cooperativa per il servizio di rifornimento scaffali, sostenendo si trattasse di un legittimo contratto di appalto. Il Tribunale di Venezia ha stabilito che si trattava di un appalto fittizio, confermando una pesante sanzione per intermediazione illecita di manodopera. La decisione si è basata sulla prova che il supermercato, e non la cooperativa, esercitava il potere direttivo e organizzativo sui lavoratori, i quali erano pienamente integrati nelle operazioni del committente. Anche il metodo di pagamento è risultato basato sul costo orario del lavoro anziché sul risultato del servizio.
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Sospensione cautelare: quando è legittima?
Un lavoratore, indagato in un procedimento penale, veniva sottoposto a sospensione cautelare dal proprio datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della misura, specificando che la sospensione cautelare prevista dal contratto collettivo non è una sanzione disciplinare, ma un provvedimento provvisorio e autonomo. La sua validità è legata all'esito del procedimento penale e non richiede le garanzie procedurali tipiche delle sanzioni disciplinari.
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