La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del Ministero dell'Istruzione per l'abuso di contratti a termine nei confronti di una docente di religione. La lavoratrice aveva ricevuto incarichi annuali consecutivi per oltre tre anni su posti vacanti, in attesa di un concorso mai bandito. I giudici hanno stabilito che questa pratica costituisce un illecito e hanno confermato il diritto della docente a un'indennità risarcitoria. Tuttavia, la Corte ha ribadito che l'abuso contratti a termine docenti non comporta la trasformazione automatica del rapporto di lavoro in uno a tempo indeterminato. Il Ministero, risultato perdente, è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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