Dopo una rapina, la Polizia arresta due persone. Il Giudice delle Indagini Preliminari convalida l'arresto per uno ma non per il complice, che viene liberato. La Procura ricorre in Cassazione. La Suprema Corte stabilisce che il Giudice ha sbagliato a non convalidare il fermo, perché la valutazione sull'operato della Polizia deve basarsi sulla ragionevolezza degli indizi disponibili al momento del fatto. In questo caso, le prove (scarpe, presenza del complice, lavatrice in funzione di notte) giustificavano pienamente l'arresto in quasi flagranza. La Cassazione annulla quindi la decisione di non convalida, affermando la correttezza dell'operato della Polizia, anche se l'indagato resta libero.
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