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Più Probabile Che Non

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40 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione e risarcimento per prodotti difettosi
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un venditore condannato per lesioni colpose a seguito dell'esplosione di una borsa dell'acqua calda difettosa. Nonostante la maturata **prescrizione** del reato, i giudici hanno annullato la sentenza penale ma hanno rinviato la causa al giudice civile. La Corte ha chiarito che, ai fini del risarcimento del danno, il nesso di causalità deve essere valutato secondo il criterio civilistico del 'più probabile che non', differente dal rigore richiesto in ambito penale.
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Assolto penalmente ma condannato al risarcimento: no alla sospensione
Un imputato, assolto in primo grado dal reato di appropriazione indebita, viene condannato in appello al solo risarcimento dei danni civili. L'imputato ricorre in Cassazione e chiede la sospensione del pagamento. La Suprema Corte rigetta la richiesta di sospensione delle statuizioni civili. Il motivo è che l'imputato non ha fornito alcuna prova concreta del rischio di un danno irreparabile. In particolare, non ha dimostrato lo stato di insolvenza della persona che avrebbe ricevuto il denaro, condizione necessaria per bloccare l'esecuzione della condanna al risarcimento. Le sue lamentele sono state giudicate troppo generiche e prive di fondamento probatorio.
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Responsabilità civile e prescrizione: guida pratica
La Corte di Cassazione chiarisce il rapporto tra responsabilità civile e prescrizione, confermando che l'estinzione del reato non impedisce la condanna al risarcimento. Il giudice penale, accertata l'impossibilità di un'assoluzione piena, deve applicare il criterio civilistico della probabilità prevalente per confermare le statuizioni civili, analizzando il nesso causale tra la condotta fraudolenta e il danno patrimoniale subito dalla parte offesa.
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Responsabilità civile per reato prescritto: le regole
La Corte di Cassazione ha affrontato il delicato tema della responsabilità civile per reato prescritto. Nel caso in esame, i giudici hanno annullato una sentenza che confermava il risarcimento danni a carico di due soggetti nonostante l'estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha stabilito che il giudice dell'appello non può limitarsi a una conferma automatica delle statuizioni civili, ma deve applicare il criterio civilistico del 'più probabile che non', distinguendo attentamente tra le diverse posizioni degli imputati.
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Nesso causale: prova del danno e responsabilità
Una proprietaria cita in giudizio i professionisti per gravi difetti manifestatisi sul suo immobile oltre dieci anni dopo un intervento di ristrutturazione. I tribunali di merito respingono la domanda basata sull'art. 2043 c.c. per insufficienza di prova del nesso causale. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, chiarisce che il criterio di valutazione della prova in ambito civile è quello del 'più probabile che non'. Anche una perizia che parla di 'probabilità' deve essere valutata dal giudice secondo questo standard, senza esigere una certezza assoluta. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Risarcimento danno prescrizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna al risarcimento del danno per appropriazione indebita, emessa nonostante la prescrizione del reato. La decisione è stata motivata dalla mancanza di una motivazione rafforzata da parte della Corte d'Appello nel ribaltare l'assoluzione di primo grado. La questione del risarcimento danno prescrizione viene quindi rinviata al giudice civile per una nuova valutazione basata su prove più solide.
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Interdittiva antimafia: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda contro una sentenza del Consiglio di Stato che confermava una interdittiva antimafia. La Corte ha stabilito che il giudice amministrativo non eccede i propri poteri se, nel valutare la legittimità del provvedimento, utilizza il criterio del 'più probabile che non' e considera il quadro indiziario nel suo complesso, senza sostituirsi all'Amministrazione nella valutazione di merito.
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Responsabilità civile e prescrizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40171/2024, ha affrontato il tema della responsabilità civile in seguito alla prescrizione del reato di falsa testimonianza. La Corte ha rigettato i ricorsi di due imputati, confermando la loro condanna al risarcimento dei danni nonostante l'estinzione del reato. È stato chiarito che, in sede penale, la valutazione della responsabilità civile deve seguire il rigoroso criterio dell'"oltre ogni ragionevole dubbio", anche dopo la prescrizione. Per un terzo imputato, la Corte ha annullato la sentenza per intervenuta prescrizione, confermando però le statuizioni civili.
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Risarcimento FGVS: prova e oneri per l’incidente
Una recente sentenza della Corte d'Appello ha confermato il diritto al risarcimento FGVS per una conducente ferita a seguito di un incidente causato da un detrito perso da un veicolo non identificato. L'assicurazione, in rappresentanza del Fondo, aveva impugnato la decisione di primo grado contestando la dinamica, l'uso della cintura e la tardiva produzione di prove. La Corte ha respinto l'appello, ribadendo i principi sull'onere della prova e sul criterio del 'più probabile che non' nei sinistri con veicoli sconosciuti, e dichiarando inammissibile la nuova documentazione prodotta tardivamente.
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Nesso causale: la Cassazione sul più probabile che non
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso degli eredi di un paziente deceduto a seguito di complicazioni post-operatorie. L'ordinanza chiarisce i criteri per la valutazione del nesso causale in ambito di responsabilità medica, sottolineando che il principio del 'più probabile che non' richiede una valutazione logica e comparativa delle cause, non una mera adesione a definizioni statistiche. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva escluso la responsabilità dei sanitari, ritenendo errata l'interpretazione delle conclusioni della CTU e la gestione dell'onere della prova.
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Danno da perdita di chance: come si calcola il risarcimento
Una lavoratrice socialmente utile, esclusa da una procedura di stabilizzazione a causa di un'illegittima sospensione dalle liste, ha chiesto il risarcimento del danno. La Corte d'Appello le ha riconosciuto l'intero importo delle retribuzioni mancate. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del Ministero, ha chiarito che il risarcimento per il danno da perdita di chance non può coincidere con il vantaggio totale sperato. Deve, invece, essere calcolato quantificando il vantaggio economico potenziale e poi riducendolo in base alla probabilità statistica che la lavoratrice aveva di ottenere la stabilizzazione. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Responsabilità civile da reato: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23218/2024, annulla con rinvio una decisione di merito che aveva assolto un imputato dal reato di falsa testimonianza. Il punto centrale è la distinzione dello standard probatorio applicabile alla responsabilità civile da reato: non serve la prova "oltre ogni ragionevole dubbio" tipica del penale, ma basta il criterio civilistico del "più probabile che non".
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Ricorso inammissibile: la perizia non è prova decisiva
Un soggetto, il cui reato di diffamazione era stato dichiarato estinto per prescrizione in appello confermando però le statuizioni civili, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata ammissione di una perizia. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la perizia è un mezzo di prova 'neutro' e non una 'prova decisiva' la cui omissione giustifichi il ricorso. Ha inoltre confermato la correttezza della valutazione del danno civile secondo il criterio del 'più probabile che non'.
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Prescrizione e statuizioni civili: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45543/2024, ha chiarito un importante principio in materia di prescrizione e statuizioni civili. Anche se il reato si estingue per prescrizione nel corso del giudizio di appello, il giudice deve comunque valutare la responsabilità dell'imputato ai fini del risarcimento del danno alla parte civile. Tale valutazione non può basarsi sul criterio del "più probabile che non", tipico del processo civile, ma richiede una prova della colpevolezza "oltre ogni ragionevole dubbio", come nel processo penale. Nel caso specifico, pur avendo la Corte d'Appello erroneamente richiamato il criterio civilistico, la Cassazione ha ritenuto che la sua valutazione dei fatti fosse stata così approfondita da soddisfare di fatto lo standard penalistico, confermando così la condanna al risarcimento del danno per molestie telefoniche.
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Responsabilità medica: il nesso causale e la prova
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di responsabilità medica per il decesso di un neonato. Viene confermato il criterio del 'più probabile che non' per l'accertamento del nesso causale, distinguendolo dalla probabilità logica. La sentenza chiarisce che la valutazione del giudice deve basarsi su tutti gli elementi probatori disponibili, non solo sulle conclusioni della CTU. La domanda di manleva dell'azienda sanitaria verso l'assicurazione è stata respinta per reticenza al momento della stipula della polizza.
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Divieto di accesso: quando è legittimo il DASPO?
La Corte di Cassazione ha confermato un provvedimento di divieto di accesso (DASPO) nei confronti di un tifoso. Sebbene non vi fosse prova della sua partecipazione diretta a scontri, la Corte ha ritenuto sufficienti i comportamenti 'prodromici' e la sua presenza in un gruppo che aveva palesemente cercato la rissa, eludendo i controlli di polizia. La decisione sottolinea come, per le misure di prevenzione, non sia necessaria la certezza della colpevolezza, ma una elevata probabilità della pericolosità del soggetto.
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Marchio tridimensionale: la tutela penale e civile
La Corte di Cassazione analizza il caso di contraffazione di borse di lusso, focalizzandosi sulla tutela del marchio tridimensionale. Anche se il reato è prescritto, la Corte stabilisce i criteri per il risarcimento civile, affermando che la riproduzione della sola forma di un prodotto rinomato può integrare un illecito se idonea a trasferirne il potere attrattivo. La sentenza di merito è stata annullata per non aver adeguatamente provato che le caratteristiche dei prodotti imitati fossero univocamente riconducibili agli originali.
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Responsabilità omessa segnaletica: la condanna civile
La Corte di Cassazione conferma la condanna al risarcimento dei danni a carico di un progettista e direttore dei lavori per un incidente mortale. La causa è stata individuata nella carente segnaletica stradale di un cantiere. La sentenza chiarisce che, ai fini della responsabilità civile, la condotta omissiva del tecnico ha contribuito a causare l'evento, applicando il criterio del 'più probabile che non', nonostante la concorrente colpa del conducente per eccesso di velocità. Viene quindi evidenziata la cruciale importanza della corretta predisposizione della segnaletica di pericolo per la sicurezza stradale.
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Nesso causale: standard civile vs penale in appello
In un caso di incidente mortale causato da un semaforo non funzionante, la Cassazione ha annullato l'assoluzione di due funzionari comunali. La Corte ha stabilito che, quando l'appello è proposto dalla sola parte civile ai fini del risarcimento, il nesso causale tra l'omissione e l'evento non va giudicato con il rigido criterio penale della 'probabilità prossima alla certezza', ma con quello civile, più flessibile, del 'più probabile che non'.
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Indennizzo talidomide: nesso causale e prescrizione
Una persona con malformazione congenita ha richiesto l'indennizzo talidomide. La Corte d'Appello ha respinto la tesi della prescrizione, affermando che il termine decorre dalla conoscenza effettiva del nesso causale, non da una presunzione. Tuttavia, ha negato il diritto all'indennizzo perché la consulenza medica ha giudicato "improbabile" il legame tra la patologia e il farmaco, non raggiungendo lo standard probatorio del "più probabile che non".
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