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Pignoramento Presso Terzi

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394 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rateizzazione e pignoramento: l’abuso del diritto
Una società contribuente ha impugnato un pignoramento presso terzi subito dall'Agente della Riscossione, sostenendo la sua illegittimità a causa di una richiesta di rateizzazione del debito presentata in precedenza. L'Agente aveva proceduto al pignoramento prima di formalizzare la concessione del piano di pagamento. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la novità e la particolare rilevanza della questione, soprattutto riguardo all'improseguibilità dell'azione esecutiva in pendenza di una richiesta di rateizzazione e al potenziale abuso del diritto. Di conseguenza, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza ancora decidere nel merito.
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Cessazione materia del contendere: la Cassazione decide
Un contribuente si opponeva a un'intimazione di pagamento e a un successivo pignoramento. Durante il giudizio in Cassazione, emergeva che le cartelle di pagamento sottostanti erano state nel frattempo pagate, annullate da una sentenza o oggetto di sgravio amministrativo. La Corte di Cassazione, rilevando il venir meno del conflitto tra le parti, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, estinguendo il processo senza entrare nel merito del ricorso e compensando le spese legali.
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Litisconsorzio necessario: pignoramento e nullità
La Corte di Cassazione annulla una sentenza in un'opposizione a pignoramento presso terzi, ribadendo un principio fondamentale: il terzo pignorato è sempre parte necessaria del giudizio. La sua mancata citazione determina la nullità dell'intero procedimento per violazione del litisconsorzio necessario, con conseguente rinvio della causa al giudice di primo grado.
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Responsabilità stazione appaltante: quando è esclusa?
Un'impresa subappaltatrice ha citato in giudizio la stazione appaltante per il mancato pagamento da parte dell'appaltatore principale. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità della stazione appaltante, chiarendo che, al tempo dei fatti, la normativa non imponeva un obbligo di sospendere i pagamenti all'appaltatore. La decisione sottolinea come la responsabilità extracontrattuale dell'ente pubblico richieda la violazione di un preciso obbligo di legge, non essendo sufficienti le clausole del bando di gara.
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Prescrizione crediti fiscali: 10 anni per IRPEF
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7408/2025, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un pignoramento, chiarendo i termini di prescrizione dei crediti fiscali. La Corte ha confermato che per i tributi come l'IRPEF si applica la prescrizione ordinaria decennale, mentre per le sanzioni vige il termine più breve di cinque anni. La decisione sottolinea che la mancata impugnazione di una cartella esattoriale non trasforma automaticamente la prescrizione breve in decennale, effetto riservato solo a una sentenza passata in giudicato.
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Giurisdizione pignoramento: la decisione della Corte
Un contribuente ha impugnato un atto di pignoramento presso terzi, sostenendo il difetto di giurisdizione della commissione tributaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che la giurisdizione del giudice tributario sorge solo se l'atto di pignoramento è il primo atto con cui il contribuente viene a conoscenza della pretesa fiscale. Poiché in questo caso il contribuente aveva già impugnato in precedenza le cartelle esattoriali sottostanti, la sua conoscenza della pretesa era pregressa, radicando la competenza del giudice ordinario per le questioni esecutive.
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Travisamento della prova: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per un errore di percezione, noto come travisamento della prova. I giudici d'appello avevano erroneamente ritenuto non depositata la prova della notifica di alcune cartelle di pagamento, prova che invece era presente agli atti. La Corte ha stabilito che ignorare un'evidenza documentale costituisce un vizio che giustifica la cassazione della sentenza, rinviando il caso per una nuova valutazione che tenga conto di tutta la documentazione.
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Contraddittorio necessario: tutti i soggetti coinvolti
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso relativo a un'opposizione all'esecuzione. La Corte ha rilevato la mancata notifica del ricorso ai terzi pignorati, figure ritenute essenziali per la validità del procedimento. Di conseguenza, ha ordinato al ricorrente di integrare il contraddittorio necessario, notificando l'atto anche a tali soggetti, ribadendo un principio fondamentale per la correttezza del processo esecutivo.
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Opposizione atti esecutivi: limiti e spese legali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7343/2025, si è pronunciata su un complesso caso di opposizione agli atti esecutivi. La controversia nasce da un pignoramento presso terzi in cui il terzo pignorato si opponeva all'ordinanza di assegnazione. La Corte ha stabilito che una domanda di accertamento del credito, seppur formalmente autonoma ma intrinsecamente connessa all'opposizione, segue le stesse regole di impugnazione del rito esecutivo. Inoltre, ha cassato la sentenza d'appello per l'errata liquidazione delle spese legali, precisando che i compensi per la fase istruttoria non sono dovuti se questa non si è concretamente svolta.
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Prescrizione del credito pignorato: le regole
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla prescrizione del credito pignorato. In un caso riguardante la liquidazione della quota di un socio escluso, pignorata da suoi creditori, la Corte ha stabilito che la notifica dell'atto di pignoramento interrompe la prescrizione. Successivamente, l'avvio del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo crea un'interruzione permanente fino alla sentenza definitiva. La Corte ha quindi respinto il ricorso della società, confermando che il diritto di credito non era prescritto.
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Ordinanza di assegnazione: si paga l’imposta di registro
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordinanza di assegnazione di crediti, emessa in un procedimento di esecuzione forzata, ha un effetto traslativo della proprietà del credito stesso. Di conseguenza, questo provvedimento deve essere assoggettato a imposta di registro in misura proporzionale, come un atto di cessione. La controversia vedeva contrapposti un istituto di credito e l'Amministrazione Finanziaria riguardo alla tassazione di un'ordinanza che assegnava alla banca una quota della pensione di un debitore. La Corte ha rigettato il ricorso della banca, confermando la natura traslativa dell'atto e la legittimità dell'imposta applicata.
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Equa riparazione: no indennizzo se il processo è estinto
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha negato il diritto all'equa riparazione per l'eccessiva durata di un processo a un cittadino i cui procedimenti giudiziari si erano estinti per inattività. La decisione ribadisce che la legge "Pinto" non riconosce alcun indennizzo quando la parte interessata non coltiva con diligenza il proprio giudizio, poiché l'estinzione del processo per inerzia preclude la possibilità di lamentare un danno da ritardo.
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Compensazione spese legali: quando è legittima?
La Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni cittadini contro un ente previdenziale, confermando la legittimità della decisione del giudice di merito sulla compensazione spese legali. La motivazione basata su novità della questione e contrasti giurisprudenziali è stata ritenuta sufficiente e non sindacabile nel merito.
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Litisconsorzio necessario: ruolo del terzo pignorato
La Corte di Cassazione annulla una sentenza relativa a un'opposizione agli atti esecutivi, stabilendo il principio del litisconsorzio necessario del terzo pignorato. La Corte ha rilevato che i terzi, debitori del debitore principale, non erano stati coinvolti nel giudizio di opposizione, vizio che impone la cassazione con rinvio della causa al primo giudice per la corretta integrazione del contraddittorio.
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Litisconsorzio necessario: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello a causa di un vizio procedurale fondamentale: la mancata partecipazione del terzo pignorato al giudizio di opposizione all'esecuzione. L'ordinanza stabilisce che, in questi casi, si configura un litisconsorzio necessario tra creditore, debitore e terzo pignorato. L'assenza di una delle parti necessarie vizia l'intero procedimento fin dall'origine, rendendo indispensabile la cassazione con rinvio al giudice di primo grado per reintegrare il contraddittorio.
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Pignoramento presso terzi: pagamento inefficace
Una società fiduciaria, a cui era stato ordinato di pagare un creditore (Creditore A) tramite un'ordinanza di assegnazione, ha ricevuto una successiva notifica di pignoramento da un creditore del Creditore A (Creditore B). Nonostante la notifica, la società ha pagato il Creditore A. La Corte di Cassazione ha confermato che tale pagamento è inefficace nei confronti del Creditore B. Il caso chiarisce gli obblighi derivanti da un pignoramento presso terzi, stabilendo che il terzo pignorato deve trattenere le somme per il nuovo creditore pignorante, secondo l'articolo 2917 del codice civile.
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Regolamento competenza: inammissibile contro G.E.
Un contribuente ha proposto opposizione a un pignoramento tributario. Il giudice dell'esecuzione ha dichiarato l'atto inammissibile. Il contribuente ha allora presentato un ricorso per regolamento di competenza, ma la Cassazione lo ha a sua volta dichiarato inammissibile. La Corte ha chiarito che l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che chiude la fase sommaria non è definitiva e, in ogni caso, i suoi provvedimenti sulla competenza non sono impugnabili con questo strumento.
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Omissione di pronuncia: Cassazione cassa sentenza
Una società otteneva in appello l'annullamento di un pignoramento basato su contributi previdenziali non versati. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione in Cassazione lamentando una omissione di pronuncia, poiché i giudici d'appello non avevano valutato l'esistenza di una precedente sentenza definitiva (giudicato esterno) che confermava il debito. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullato la sentenza e rinviato il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame che tenga conto del giudicato.
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Giurisdizione pignoramento: chi decide? Cassazione
Un agente della riscossione pignora la pensione di un contribuente per tasse locali non pagate. Il contribuente si oppone contestando il metodo di pignoramento e la prescrizione del debito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23355/2025, stabilisce che la giurisdizione sul pignoramento spetta al giudice ordinario. Le questioni sulla regolarità formale dell'atto esecutivo e sui fatti estintivi del credito (come la prescrizione) avvenuti dopo la notifica della cartella esattoriale non rientrano nella competenza del giudice tributario.
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Sospensione lodo arbitrale: la scelta del rito giusto
La Corte d'Appello di Roma ha dichiarato inammissibile la richiesta di sospensione di un lodo arbitrale, presentata nell'ambito di un reclamo contro il decreto che ne dichiarava l'esecutività. La Corte ha chiarito che il procedimento di reclamo, per sua natura, non prevede tale facoltà. La sospensione del lodo arbitrale deve essere richiesta nel giudizio di impugnazione per nullità del lodo stesso, come previsto da specifiche norme procedurali.
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