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Piazza Di Spaccio

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28 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fatto di lieve entità: quando è escluso? (Cassazione)
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in 'fatto di lieve entità'. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che la pluralità e la reiterazione delle cessioni, unite a un inserimento stabile in una vera e propria piazza di spaccio, sono elementi ostativi al riconoscimento dell'ipotesi attenuata.
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Lieve entità: quando è esclusa nello spaccio
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava l'ipotesi di lieve entità a un soggetto trovato in possesso di 101 dosi di cocaina in una nota piazza di spaccio. La Corte ha ritenuto irrilevanti le censure dell'imputato, valorizzando la quantità, la suddivisione della sostanza e la recidività del comportamento nello stesso luogo come elementi sufficienti a escludere la particolare tenuità del fatto.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e lo spaccio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante lo spaccio di stupefacenti, negando l'applicazione del 'fatto di lieve entità'. La decisione si fonda non solo sulla quantità di droga, ma soprattutto sul contesto operativo, ovvero una nota 'piazza di spaccio' con clientela consolidata e rifornimenti costanti, elementi che escludono la minore gravità del reato.
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Inammissibilità ricorso spaccio: il caso di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso per spaccio di sostanze stupefacenti. L'imputato sosteneva l'errata applicazione della legge per la mancata quantificazione della droga, ma la Corte ha ritenuto il motivo di ricorso generico e non specifico. L'inammissibilità del ricorso per spaccio è stata motivata dal fatto che l'appellante non ha contestato le argomentazioni della Corte d'Appello, che si basavano sulle modalità organizzate della cessione, il numero di episodi e la gestione di una 'piazza di spaccio'.
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Traffico di stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da un gruppo di individui condannati per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi di appello erano una mera riproposizione di questioni di fatto già ampiamente valutate nei due precedenti gradi di giudizio, confermando la solidità della condanna e chiarendo i limiti del proprio sindacato di legittimità.
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Fatto di lieve entità: quando lo spaccio è grave?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La Corte conferma la decisione di merito che escludeva il fatto di lieve entità, data la natura professionale e sistematica dell'attività, rivolta anche a minori e organizzata come una vera e propria "piazza di spaccio".
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Collaboratori di giustizia: la prova nel processo penale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per narcotraffico basata sulle dichiarazioni di più collaboratori di giustizia. La sentenza chiarisce che lievi discrepanze tra le testimonianze non inficiano la prova, a condizione che vi sia convergenza sul nucleo centrale dei fatti, come la stabile partecipazione dell'imputato a un'associazione criminale. Viene respinto il ricorso dell'imputato, ritenendo che il giudice di merito abbia correttamente valutato la credibilità e la coerenza complessiva delle testimonianze.
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Attenuanti generiche: no se ci sono precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per spaccio organizzato di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la gestione di una vera e propria 'piazza di spaccio' esclude l'ipotesi di minore gravità. Inoltre, ha confermato che le attenuanti generiche possono essere negate sulla base dei precedenti penali e della personalità negativa dei ricorrenti, senza che il giudice debba analizzare ogni singolo elemento favorevole dedotto dalla difesa.
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