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Pericolo Di Reiterazione Criminosa

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Uno dei presupposti per l'applicazione di una misura cautelare, che consiste nel rischio concreto e attuale che l'indagato, se lasciato in libertà, possa commettere altri gravi reati.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Carcere o Arresti Domiciliari con Braccialetto Elettronico: la Cassazione decide
Un imputato, accusato di rapina, ha chiesto di sostituire la custodia in carcere con gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il Tribunale ha rigettato la sua richiesta. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la motivazione del rifiuto fosse insufficiente, specialmente riguardo all'uso del braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha stabilito che se il giudice ritiene la custodia in carcere l'unica misura adeguata per contenere il pericolo di reiterazione criminosa, questa valutazione include implicitamente l'inadeguatezza degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Pertanto, il ricorso è stato rigettato, confermando la decisione del Tribunale.
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Traffico di droga: Cassazione conferma il pericolo di reiterazione criminosa
Un soggetto, accusato di traffico internazionale di cocaina, aveva ricevuto una misura di custodia cautelare. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la gravità indiziaria per un episodio di traffico di ingente quantità di droga, pur escludendo l'associazione criminale. Il Ricorrente ha impugnato la decisione, contestando la prova dell'ingente quantità e l'esistenza di un attuale pericolo di reiterazione criminosa, sostenendo che il tempo trascorso senza nuovi reati avrebbe dovuto escluderlo. La Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la prova dell'ingente quantità può essere indiretta e che il pericolo di reiterazione criminosa è attuale se basato sulla personalità e sulle modalità professionali della condotta, anche senza una specifica occasione imminente.
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Custodia Cautelare: Tempo e Pericolosità Sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per traffico internazionale di stupefacenti, sottoposto a custodia cautelare. L'indagato sosteneva che il lungo tempo trascorso dai fatti avesse fatto venir meno la pericolosità sociale. La Corte ha ribadito che, per reati di tale gravità, opera una presunzione di pericolosità che il solo fattore temporale non può vincere, specie in presenza di precedenti specifici e del fatto che l'indagato usava la propria abitazione e azienda per le attività illecite, rendendo inidonei anche gli arresti domiciliari.
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Pericolo di reiterazione: la Cassazione fa il punto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto in custodia cautelare per frode fiscale. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale del riesame, ribadendo che il pericolo di reiterazione criminosa era ancora attuale e concreto, nonostante i nuovi elementi portati dalla difesa. La valutazione si è basata sul ruolo centrale dell'indagato nell'organizzazione, sulla sua autonomia operativa e sulla prosecuzione delle attività illecite fino a tempi recenti, rendendo irrilevanti l'interruzione dei rapporti con un coindagato e il mero decorso del tempo.
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Inammissibilità ricorso: i limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da due indagati contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La decisione si fonda sull'impossibilità di valutare in sede di legittimità nuove circostanze di fatto non presentate al Tribunale del Riesame e sulla genericità del motivo relativo alla presunta disparità di trattamento rispetto a un altro indagato. La Corte ha ritenuto logica e sufficiente la motivazione del provvedimento impugnato riguardo al concreto pericolo di reiterazione del reato, confermando la condanna degli indagati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Pericolo di reiterazione: la Cassazione annulla misura
Con la sentenza n. 52114/2019, la Corte di Cassazione, Sez. 6 Penale, ha annullato con rinvio un'ordinanza di arresti domiciliari. La Corte ha ritenuto contraddittoria la motivazione sul pericolo di reiterazione criminosa. Sebbene vi fossero gravi indizi di partecipazione a un'associazione a delinquere, il rischio di recidiva non può basarsi su una generica 'riorganizzazione' dell'attività, ma deve fondarsi su elementi concreti e attuali, specie se i vertici del gruppo criminale sono stati arrestati.
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