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Pericolo Di Fuga

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187 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pericolo di fuga estradizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino richiesto in estradizione, confermando la misura degli arresti domiciliari. La decisione si fonda sulla valutazione concreta del pericolo di fuga per l'estradizione, desunto dalla precedente condotta del soggetto, che si era sottratto a un provvedimento dell'autorità straniera ed era rimasto latitante per oltre un anno. Tali elementi sono stati ritenuti prevalenti rispetto ai suoi legami stabili con il territorio italiano.
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Rischio di fuga: no ai domiciliari per l’estradizione
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari per un soggetto in attesa di estradizione verso gli USA, confermando la custodia in carcere. La decisione si fonda sull'elevato rischio di fuga, legato al coinvolgimento in un'organizzazione criminale internazionale, alla capacità di muoversi rapidamente e ai precedenti tentativi di sottrarsi ai controlli. Secondo la Corte, il braccialetto elettronico è stato ritenuto insufficiente a contenere tale pericolo.
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Pericolo di fuga: estradizione e radicamento sociale
La Cassazione annulla l'ordinanza di liberazione di una donna richiesta per estradizione, condannata per omicidio in Brasile. Secondo la Corte, il 'radicamento sociale' in Italia non basta a escludere il pericolo di fuga, se non si valutano altri elementi come il recente allontanamento dalla residenza.
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Mandato di Arresto Europeo: la scelta del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la decisione di concedere un Mandato di Arresto Europeo per una truffa internazionale su cripto-valute. La sentenza chiarisce che il rifiuto di consegna, anche se il reato è in parte commesso in Italia, è una facoltà discrezionale del giudice e non un diritto dell'imputato. È stato inoltre confermato l'aggravamento della misura cautelare in carcere, motivato da un concreto e attuale pericolo di fuga basato sui frequenti viaggi e sulle disponibilità economiche del ricorrente.
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Mandato d’arresto europeo: legittima la custodia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare emessa nell'ambito di una procedura di mandato d'arresto europeo per traffico internazionale di stupefacenti. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione sul pericolo di fuga, basata non sulla mera gravità del reato, ma sui concreti contatti internazionali e sulle risorse economiche dell'imputato. È stato inoltre chiarito che un procedimento pendente in Italia per associazione a delinquere non osta alla consegna per specifici reati commessi interamente all'estero.
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Pericolo di fuga estradizione: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro l'ordinanza che negava la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il caso riguarda una procedura di estradizione verso la Serbia per reati di associazione a delinquere, traffico di stupefacenti e riciclaggio. La Corte ha ritenuto correttamente motivato il pericolo di fuga estradizione, basandosi su elementi concreti come ampi contatti internazionali, disponibilità economiche e l'uso di comunicazioni criptate, considerati fattori che aumentano il rischio di fuga anziché diminuirlo.
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Pericolo di fuga estradizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una donna in attesa di estradizione, confermando la detenzione in carcere. Il pericolo di fuga estradizione è stato ritenuto concreto, nonostante i legami familiari e lavorativi in Italia, a causa della gravità del reato contestato e di specifici elementi emersi dalle indagini.
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Estradizione passiva: legittimo il carcere per fuga
Un cittadino straniero, arrestato in Italia su mandato di un'autorità estera, si oppone alla custodia in carcere. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40294/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Nel contesto dell'estradizione passiva, il pericolo di fuga può essere validamente desunto dalla mancanza di qualsiasi legame dell'individuo con il territorio italiano, poiché l'obiettivo primario è garantire la consegna allo Stato richiedente.
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Pericolo di fuga in CPR: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato arrestato per rapina aggravata. La difesa sosteneva l'insussistenza del pericolo di fuga, dato che l'uomo era già trattenuto in un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR). La Corte ha respinto la tesi, chiarendo che la detenzione amministrativa in un CPR è temporanea e revocabile, e quindi non esclude il rischio che l'indagato si sottragga al processo penale. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile anche per un vizio procedurale, ovvero la mancata dimostrazione che il giudice fosse a conoscenza dello stato di trattenimento dell'indagato al momento della convalida del fermo.
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Misure cautelari: quando si applicano dopo la scarcerazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato al quale erano state applicate nuove misure cautelari non custodiali dopo la sua scarcerazione per scadenza dei termini massimi di custodia. La Corte ha stabilito che l'applicazione di nuove misure è legittima se fondata su un'esigenza cautelare nuova e diversa da quella originaria, come il pericolo di fuga emerso a seguito di una pesante condanna, anche se non definitiva.
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Pericolo di fuga: quando è concreto e attuale?
La Corte di Cassazione ha confermato una misura cautelare basata sul pericolo di fuga, anche in assenza di atti preparatori all'allontanamento. È stato ritenuto sufficiente il modus operandi professionale dell'indagata, straniera, solita a commettere reati in zone diverse dalla residenza per poi dileguarsi. La Corte ha stabilito che la valutazione del pericolo di fuga si basa su una prognosi concreta legata allo stile di vita e alle abitudini del soggetto, non su mere congetture.
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Pericolo di fuga: quando si salta l’interrogatorio?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Pubblico Ministero, confermando l'annullamento di un'ordinanza di custodia cautelare. La sentenza stabilisce che il pericolo di fuga, necessario per omettere l'interrogatorio preventivo dell'indagato secondo la nuova normativa, deve fondarsi su elementi concreti e attuali. Non sono sufficienti mere presunzioni legate allo stile di vita o al reato contestato. Nel caso di specie, il possesso di un permesso di soggiorno valido e di un domicilio stabile sono stati considerati elementi decisivi per escludere tale rischio.
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Pericolo di fuga: sì alla custodia anche se all’estero
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per un indagato per autoriciclaggio e reati fiscali, nonostante questi risiedesse stabilmente all'estero. La Corte ha stabilito che la residenza in un altro Stato non esclude di per sé il pericolo di fuga, il quale può essere desunto dal pregresso stato di latitanza e dalla volontà di sottrarsi alla giustizia. Anche l'arresto a fini estradizionali, pur interrompendo la latitanza, non elimina automaticamente la valutazione del rischio di fuga. Infine, la Corte ha ritenuto sussistente anche il pericolo di reiterazione del reato, data la rete di contatti e società estere a disposizione dell'indagato.
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Custodia cautelare: quando il rischio di fuga è concreto
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una misura di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di associazione a delinquere transnazionale finalizzata alla truffa e al riciclaggio. La decisione è stata fondata su un'analisi concreta del rischio di inquinamento probatorio, del pericolo di fuga e della reiterazione del reato, ritenendo le misure meno afflittive, come gli arresti domiciliari, inadeguate a causa della personalità dell'indagato e delle sue vaste connessioni internazionali e disponibilità economiche.
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Pericolo di fuga: la valutazione va fatta ex ante
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che non convalidava un fermo, chiarendo che il pericolo di fuga deve essere valutato con un criterio 'ex ante'. Il giudice deve considerare gli elementi noti al momento dell'adozione della misura, come un inseguimento e la scomparsa dell'indagato, e non fatti successivi come il suo ritrovamento. La decisione del tribunale, basata su una valutazione 'ex post', è stata ritenuta errata.
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Mandato di arresto europeo: no ai domiciliari
La Corte di Cassazione conferma la detenzione in carcere per una cittadina straniera, richiesta in consegna con un mandato di arresto europeo. La Corte ha ritenuto corretto il rigetto della richiesta di arresti domiciliari, motivando l'elevato pericolo di fuga sulla base delle ingenti disponibilità finanziarie, dell'assenza di legami con l'Italia e dei contatti internazionali della donna.
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Mandato di arresto europeo: motivazione apparente
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte di Appello relativa a un mandato di arresto europeo per traffico di stupefacenti. La decisione è stata criticata per la sua motivazione 'meramente apparente', sia nel considerare superato un precedente rifiuto di consegna basato su un procedimento pendente in Italia, sia nel giustificare la custodia in carcere senza un'analisi concreta del pericolo di fuga, ignorando elementi favorevoli all'imputato.
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Esigenze cautelari: fuga e pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di traffico di stupefacenti, ritenendo ancora valide le esigenze cautelari. La decisione si fonda sul persistente pericolo di fuga e di recidiva, aggravato dal fatto che l'indagato si era reso irreperibile all'estero, impedendo l'esecuzione della misura. Il tempo trascorso non è stato considerato un fattore attenuante in assenza di detenzione effettiva.
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Pericolo di fuga: quando il fermo non è valido?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un fermo per tentato omicidio, sottolineando che il pericolo di fuga non può essere motivato in modo generico e astratto. La Corte ha chiarito che la presentazione spontanea dell'indagato non può essere svalutata senza elementi concreti e specifici che dimostrino un reale rischio di fuga. La decisione, tuttavia, non ha influito sulla misura della custodia cautelare in carcere, che è rimasta in vigore.
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Esigenze cautelari: annullata custodia per vizi
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un individuo accusato di associazione per delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina. La decisione si fonda sulla manifesta illogicità e carenza di motivazione del provvedimento impugnato riguardo alle esigenze cautelari. La Corte ha stabilito che né il tempo trascorso dai fatti né la prossima scadenza del permesso di soggiorno possono, da soli, giustificare il pericolo di recidiva e di fuga, richiedendo una valutazione basata su elementi concreti e attuali.
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