La Corte di Cassazione si è pronunciata sui limiti di impugnazione delle sentenze di patteggiamento e sulla gestione delle pene accessorie. Con la sentenza n. 32538/2025, ha dichiarato inammissibili due ricorsi che contestavano genericamente la motivazione sulla pena, ribadendo i rigidi paletti normativi. Ha invece accolto parzialmente un terzo ricorso, annullando l'applicazione delle pene accessorie fallimentari perché non incluse nell'accordo tra le parti. La decisione sottolinea come, a seguito della Riforma Cartabia, il patteggiamento delle pene accessorie sia diventato parte integrante del potere negoziale delle parti.
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