Un uomo condannato per una coltivazione di marijuana su vasta scala ha presentato ricorso in Cassazione lamentando una pena troppo severa e la mancata applicazione delle attenuanti generiche nella massima estensione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la notevole gravità del reato, evidenziata dalla durata, dall'ampiezza e dall'organizzazione professionale della coltivazione, giustifica una riduzione di pena non massima, nonostante la giovane età e il buon comportamento processuale dell'imputato.
Continua »