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Patrocinatore Cassazionista

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Avvocato iscritto in un albo speciale abilitato a difendere i clienti davanti alle giurisdizioni superiori come la Corte di Cassazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso personale in Cassazione: il rischio del fai-da-te penale
Il Tribunale di Sorveglianza respinge il reclamo di un detenuto per la liberazione anticipata a causa della mancanza di motivi. Il detenuto propone personalmente un ricorso per cassazione contro questa decisione. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso perché, a seguito della riforma del 2017, non è più consentito il ricorso personale in Cassazione da parte del condannato, essendo obbligatoria la firma di un avvocato cassazionista. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso personale in Cassazione: la difesa fai-da-te costa 3000 euro
Il Condannato ha proposto personalmente un ricorso per cassazione contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La Suprema Corte ha dichiarato l'atto inammissibile. La legge di riforma del 2017 ha infatti eliminato la possibilità per l'imputato o il condannato di presentare un ricorso personale in Cassazione. L'atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso personale in Cassazione: il costo del fai-da-te legale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. Il cittadino ha proposto personalmente il ricorso, firmandolo di proprio pugno. Tuttavia, la legge impone che l'atto sia sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha respinto il ricorso personale in Cassazione senza esaminarlo nel merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende per non aver rispettato le regole procedurali obbligatorie.
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Ricorso per cassazione personale: il fai da te costa tremila euro
Il Condannato ha proposto personalmente un ricorso contro un provvedimento emesso dal Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'atto senza esaminarlo nel merito. I giudici hanno chiarito che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito dalla legge. Qualsiasi impugnazione davanti alla Suprema Corte deve essere obbligatoriamente firmata da un difensore iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. A causa di questo errore procedurale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione: l’errore del fai-da-te costa caro
L'Imputato ha presentato personalmente un ricorso per cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che lo condannava per reati in materia di stupefacenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La legge stabilisce infatti che il ricorso per cassazione non può essere proposto personalmente dalla parte, ma deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore abilitato iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti. Di conseguenza, l'imputato ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di quattromila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso personale in Cassazione: il prezzo di un errore da tremila euro
Il Condannato ha presentato personalmente un ricorso in Cassazione contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La Corte Suprema ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché la riforma del 2017 ha eliminato la possibilità per i privati di presentare autonomamente l'impugnazione. L'atto deve essere firmato da un avvocato cassazionista. Di conseguenza, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questa pronuncia ribadisce l'obbligo di assistenza tecnica per il ricorso personale in Cassazione.
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