LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Passivo Fallimentare

Pagina 4 di 4

72 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Privilegio credito tributario: sì al concessionario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34741/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di riscossione. Il credito di un Comune verso il concessionario della riscossione fallito, per tributi incassati e non riversati, gode del privilegio credito tributario previsto dall'art. 2752 c.c. e deve essere ammesso al passivo in via privilegiata, non chirografaria. La Corte ha chiarito che la natura pubblicistica del credito non si perde nel passaggio dal contribuente al concessionario, poiché il rapporto tra ente impositore e concessionario è una concessione di servizio pubblico, non un mero mandato privatistico. Pertanto, il privilegio assiste il credito fino al suo effettivo incasso da parte dell'ente pubblico.
Continua »
Accordo di ristrutturazione e fallimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale riguardo la sorte dell'accordo di ristrutturazione dei debiti in caso di successivo fallimento dell'impresa debitrice. Secondo la Corte, la dichiarazione di fallimento rende impossibile l'attuazione del piano di risanamento, determinando la risoluzione automatica dell'accordo per impossibilità sopravvenuta. Di conseguenza, l'originaria obbligazione del creditore si riespande, e il suo credito deve essere ammesso al passivo fallimentare per l'intero importo, detratti solo gli acconti già ricevuti e non più revocabili.
Continua »
Ammissione con riserva: crediti fiscali e fallimento
Una società in liquidazione coatta amministrativa si opponeva all'ammissione di un debito fiscale nel suo stato passivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in presenza di una contestazione del credito, la sua ammissione con riserva è un obbligo di legge, indipendentemente da eventuali ritardi procedurali nella produzione di documenti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al tribunale per una nuova valutazione.
Continua »
Indennizzo procedura fallimentare: no alla riduzione
Una società creditrice in un fallimento ha contestato la riduzione del suo indennizzo per irragionevole durata. La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione dell'indennizzo procedura fallimentare, prevista in caso di molte parti, non si applica ai fallimenti, poiché la pluralità di creditori è una caratteristica normale di tali procedure, accogliendo il ricorso.
Continua »
Prova del credito: oneri e limiti nel ricorso
Una società creditrice si è vista respingere la richiesta di ammissione al passivo per una parte del suo credito a causa di documentazione incompleta. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, sottolineando che non è possibile richiedere una nuova valutazione della prova del credito in sede di legittimità e che i motivi di ricorso devono essere specifici e non generici.
Continua »
Fideiussione confidi minori valida per debiti fiscali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7812/2025, ha stabilito che la fideiussione confidi minori rilasciata a garanzia di debiti fiscali è pienamente valida. È stato respinto il ricorso del fallimento di un consorzio di garanzia che ne sosteneva la nullità, in quanto l'attività dei "confidi minori" sarebbe limitata alle sole garanzie per finanziamenti bancari. La Corte ha chiarito, richiamando un precedente delle Sezioni Unite, che tale limitazione non costituisce norma imperativa la cui violazione comporta la nullità del contratto.
Continua »
Fideiussione confidi minore: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fallimento di una società finanziaria, confermando la validità di una fideiussione confidi minore rilasciata a garanzia di debiti fiscali. La Corte ha stabilito che, anche se l'attività tipica dei confidi minori è garantire finanziamenti bancari, il rilascio di fideiussioni per crediti di altra natura non comporta la nullità del contratto, poiché non si tratta di un'attività riservata per legge a soggetti specificamente autorizzati.
Continua »
Onere della prova CCNL nel fallimento: la Cassazione
Un dirigente si opponeva all'esclusione dal passivo fallimentare della sua indennità di preavviso. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che nell'ambito delle opposizioni al passivo, l'onere della prova del CCNL invocato grava sul lavoratore, poiché si applica il rito ordinario e non le norme speciali del processo del lavoro che concedono al giudice poteri istruttori d'ufficio.
Continua »
Allegazioni generiche: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di uno studio legale contro l'ammissione di un credito bancario nel passivo di un fallimento. La decisione si fonda sulla natura delle allegazioni generiche e non provate formulate dal ricorrente in merito a presunti danni, usura e prelievi illeciti. La Corte sottolinea che le richieste di prova devono essere specifiche e non possono servire a colmare le lacune assertive della parte.
Continua »
Ammissione con riserva: i limiti secondo la Cassazione
Un credito da lavoro, oggetto di accollo cumulativo, viene ammesso al passivo del debitore originario, poi fallito. La Cassazione interviene sul tipo di riserva apposta dal Tribunale, chiarendo che una 'ammissione con riserva' atipica equivale a un'ammissione pura e semplice. La Corte sottolinea che le regole fallimentari non possono alterare la natura dell'obbligazione civilistica, che in questo caso richiedeva solo una richiesta di pagamento al nuovo debitore e non una preventiva escussione del suo patrimonio.
Continua »
Contratto preliminare: privilegio perso, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un promissario acquirente, confermando che il privilegio speciale sul credito derivante da un contratto preliminare non opera se, alla data del fallimento del venditore, il contratto si era già risolto per la scadenza di un termine essenziale e gli effetti della trascrizione erano cessati. La coesistenza di un contratto valido e degli effetti della trascrizione è un requisito indispensabile per la tutela del creditore.
Continua »
Deducibilità costi: prova in sede tributaria e fallimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4557/2025, chiarisce che la deducibilità costi ai fini fiscali richiede una prova rigorosa a carico del contribuente. L'ammissione di un credito al passivo fallimentare non è di per sé sufficiente a dimostrare la certezza e l'inerenza del costo in sede tributaria. La Corte ha cassato la decisione di merito che si era basata unicamente su tale ammissione, ribadendo la netta separazione tra la procedura fallimentare e l'onere probatorio richiesto dalla normativa fiscale.
Continua »