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Particolare Tenuità Del Fatto — Anno 2024

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1010 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Particolare Tenuità Del Fatto

Provvedimenti

Ricorso inammissibile per furto e tenuità del fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. La Corte ha respinto il motivo basato sulla sopravvenuta procedibilità a querela (Riforma Cartabia), confermando un orientamento consolidato. Ha inoltre escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei plurimi precedenti penali del ricorrente, che integrano la nozione di 'condotta abituale'.
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Abitualità del reato: quando non si applica il 131 bis
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto tentato, confermando che l'abitualità del reato, desunta da precedenti penali specifici, osta all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis c.p. La Corte ribadisce i criteri per definire un comportamento 'abituale' e convalida la valutazione del giudice di merito sulla recidiva e sulle circostanze attenuanti.
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Porto d’armi: Cassazione su tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il porto d'armi improprio (un coltello e una mazza in auto). La decisione si fonda sul rigetto della tesi della "particolare tenuità del fatto", motivato dalla natura degli oggetti, dalle circostanze del possesso e da un precedente specifico. La Corte ha inoltre confermato il diniego delle pene sostitutive, sottolineando il rischio di recidiva desumibile dalla storia penale del ricorrente.
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Particolare tenuità del fatto e guida senza patente
Un soggetto condannato per guida senza patente reiterata nel biennio ricorre in Cassazione chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la ripetizione della condotta e la presenza di altre violazioni (guida di veicolo sequestrato e senza assicurazione) sono elementi sufficienti a escludere il beneficio, rendendo irrilevante ogni altra valutazione sulla personalità dell'imputato.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la mancata applicazione del principio di particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sull'intenso dolo dell'imputato, che ha commesso un'evasione lo stesso giorno dell'emissione della misura cautelare, e sulla sua storia di reati simili, che indica un'inclinazione non occasionale a violare la legge.
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Continuazione del reato: esclusa per evasioni distanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di applicare la continuazione del reato tra due episodi di evasione è stata respinta a causa del notevole lasso di tempo intercorso, che esclude un medesimo disegno criminoso. È stata negata anche la particolare tenuità del fatto a causa dei gravi precedenti dell'imputato.
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Circostanze attenuanti generiche: la decisione del Giudice
Due soggetti, condannati per tentata subornazione aggravata dal metodo mafioso, ricorrono in Cassazione chiedendo il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Uno di loro invoca anche la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha respinto i ricorsi, stabilendo che la gravità oggettiva delle condotte e il contesto di criminalità organizzata sono elementi preponderanti che giustificano il diniego delle attenuanti, anche a fronte della giovane età o della buona condotta processuale dell'imputato.
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Particolare tenuità del fatto: omesso esame e rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello di Roma per non aver esaminato un motivo di appello relativo alla non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). L'imputato, condannato per ricettazione, aveva specificamente richiesto l'applicazione di tale causa di non punibilità, ma i giudici di secondo grado avevano omesso qualsiasi valutazione in merito. La Suprema Corte ha quindi rinviato il caso ad un'altra sezione della Corte d'Appello per una nuova valutazione sul punto specifico.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La difesa lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che la questione, non sollevata in appello, era stata comunque implicitamente rigettata dai giudici di merito, i quali avevano correttamente valutato il 'disvalore oggettivo' della condotta basandosi sul numero non minimale di dosi detenute, elemento sufficiente a escludere la particolare tenuità.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per lesioni stradali. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la gravità e la durata delle lesioni subite dalla vittima, ritenendo il disvalore oggettivo della condotta non trascurabile.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato previsto dal codice della strada. La difesa chiedeva l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito. L'esclusione del beneficio è stata motivata dalle circostanze aggravanti della condotta, avvenuta in piena notte e con un passeggero a bordo, elementi che ne hanno aumentato la gravità e il rischio oggettivo.
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Porto di coltello: quando è reato per la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per porto di coltello. L'ordinanza ribadisce che il porto di un'arma impropria come un coltello è reato se privo di un 'giustificato motivo'. La Corte ha inoltre escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto, data la pericolosità della condotta (coltello in tasca pronto all'uso in luogo pubblico) e ha confermato il diniego delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali del ricorrente.
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Particolare tenuità del fatto: no se l’alcol è alto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 1,86 g/l. I giudici hanno escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sottolineando che un valore così elevato, unito a circostanze come la guida notturna, crea un pericolo concreto e significativo che va oltre la soglia della minima offensività. La Corte ha inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche, poiché la sola incensuratezza non è più sufficiente a giustificarne la concessione.
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Reato di fuga: la Cassazione chiarisce la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di fuga a carico di un automobilista allontanatosi dopo un incidente con feriti. La Suprema Corte ha chiarito che, per la sussistenza del reato, è sufficiente la consapevolezza di aver causato un sinistro potenzialmente lesivo. Ha inoltre escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e dell'attenuante del risarcimento del danno, poiché il bene giuridico tutelato non è solo l'integrità fisica della vittima, ma la sicurezza della circolazione e la necessità di identificare i responsabili.
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Tenuità del fatto: il consenso dell’imputato non serve
Un imputato per lesioni e minacce ricorre contro la sentenza di proscioglimento per particolare tenuità del fatto, lamentando di non aver potuto provare la propria innocenza in dibattimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il giudice può applicare l'art. 131-bis cod. pen. d'ufficio, senza il consenso dell'imputato, una volta accertata la sua responsabilità penale. La decisione sulla tenuità del fatto è una valutazione successiva che non viola il diritto di difesa.
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Diffamazione a mezzo stampa: onere della prova del cronista
Un giornalista pubblica una notizia falsa scambiando un politico con un suo omonimo accusato di un grave reato. La Corte di Cassazione conferma la condanna per diffamazione a mezzo stampa, ribadendo che il diritto di cronaca, anche putativo, richiede un rigoroso onere di verifica delle fonti, non essendo sufficiente la confidenza di una fonte non accreditata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Reati stessa indole: Cassazione chiarisce abitualità
Un soggetto, inizialmente assolto per "particolare tenuità del fatto" dal reato di guida senza patente durante la sorveglianza speciale, veniva condannato in appello. La Corte d'appello aveva ravvisato l'abitualità del comportamento basandosi su precedenti per reati ambientali, considerandoli "reati della stessa indole". La Cassazione ha annullato la condanna, ritenendo la motivazione della Corte d'appello troppo generica e insufficiente. Ha stabilito che per definire dei reati come della stessa indole non basta un vago riferimento all'"attività imprenditoriale", ma serve un'analisi concreta dei fatti e delle motivazioni, specie se i reati tutelano beni giuridici diversi.
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Potere del giudice d’appello: la rinnovazione probatoria
La Corte di Cassazione chiarisce l'ampio potere del giudice d'appello nel disporre la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale. Nel caso specifico, la Corte d'Appello aveva legittimamente riformato una sentenza di primo grado che aveva escluso la punibilità per la particolare tenuità del fatto, condannando gli imputati per danneggiamento seguito da pericolo di incendio. La Cassazione ha ritenuto inammissibili i ricorsi, confermando che il giudice di secondo grado può riaprire la fase probatoria se lo ritiene assolutamente necessario per decidere, anche su appello del Pubblico Ministero, fornendo una motivazione adeguata e rafforzata.
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Particolare tenuità del fatto: quando è inapplicabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla valutazione dei precedenti penali dell'imputato, che, indicando un'abitualità nella condotta e la presenza di reati violenti, sono stati ritenuti ostativi alla concessione del beneficio, confermando la valutazione del giudice di merito.
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Particolare tenuità del fatto: no se la condotta è grave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. L'imputato si era allontanato senza autorizzazione e aveva addirittura lasciato il paese. La Corte ha ritenuto tale condotta di 'estrema gravità' e indicativa di una 'notevole intensità di dolo', escludendo così la possibilità di applicare il beneficio previsto dall'art. 131 bis c.p. e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
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