LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Participatio Fraudis

Pagina 2 di 3

50 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Azione Revocatoria: Assegno come Promessa di Pagamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28141/2023, ha rigettato il ricorso di un debitore che aveva trasferito la nuda proprietà del suo unico immobile ai genitori. I creditori avevano agito con un'azione revocatoria. La Corte ha confermato che, ai fini di tale azione, un assegno, anche se invalido come titolo di credito, costituisce una valida promessa di pagamento e quindi una prova sufficiente della ragione di credito. Inoltre, ha ribadito che la frode ai danni dei creditori (participatio fraudis) può essere provata tramite indizi, come lo stretto legame di parentela e la permanenza del debitore nell'immobile.
Continua »
Azione revocatoria: vendita tra parenti e frode
Un debitore, sotto indagine penale, vende tutti i suoi beni al figlio e alla nuora. Gli eredi della vittima del reato per cui il debitore è indagato agiscono con successo tramite un'azione revocatoria. La Corte di Cassazione conferma la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile, poiché il rapporto di parentela e altre circostanze erano sufficienti a dimostrare la consapevolezza degli acquirenti dell'intento fraudolento.
Continua »
Revocatoria atto precedente al credito: quando è valida
La Corte di Cassazione conferma la revocatoria di un atto di compravendita immobiliare stipulato pochi giorni prima del sorgere di un credito di garanzia. La decisione si fonda sulla prova della dolosa preordinazione del debitore e della consapevolezza (participatio fraudis) del terzo acquirente, il quale era a conoscenza della situazione debitoria e del piano finalizzato a sottrarre il bene alla garanzia patrimoniale. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, confermando che la revocatoria di un atto precedente al credito è possibile se sussistono questi specifici presupposti soggettivi.
Continua »
Azione revocatoria: vendita al figlio è inefficace
La Corte d'Appello di Genova conferma la sentenza di primo grado che ha accolto un'azione revocatoria promossa da un creditore. La vendita dell'unico immobile di un padre al proprio figlio è stata dichiarata inefficace, in quanto ritenuta un atto compiuto per sottrarre il bene alla garanzia del creditore. La Corte ha sottolineato come il vincolo di parentela e la convivenza creino una forte presunzione sulla consapevolezza del figlio riguardo la situazione debitoria del padre, elemento chiave per l'azione revocatoria.
Continua »
Azione revocatoria: vendita tra parenti è inefficace
La Corte d'Appello conferma la sentenza di primo grado che dichiara inefficace, tramite azione revocatoria, la vendita della nuda proprietà di un immobile tra cognate. La Corte ha ritenuto provata la consapevolezza (participatio fraudis) dell'acquirente del pregiudizio arrecato ai creditori, basandosi su presunzioni quali lo stretto legame di parentela, la vicinanza delle abitazioni e la conoscenza delle difficoltà economiche del debitore.
Continua »
Azione revocatoria: la cessione del bene tra coniugi
Un creditore ha ottenuto con successo un'azione revocatoria contro un trasferimento immobiliare effettuato da un debitore a sua moglie durante la loro separazione. La Corte di Cassazione ha confermato che il credito, derivante da un contratto del 2005, era anteriore al trasferimento. L'atto è stato considerato gratuito in assenza di prova contraria e pregiudizievole per il creditore, poiché i restanti beni del debitore erano gravati da ipoteca.
Continua »
Azione revocatoria: quando è efficace contro i garanti?
La Corte di Cassazione conferma l'efficacia di un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito contro alcuni fideiussori che avevano trasferito un ingente patrimonio immobiliare a una società, riducendo la propria garanzia patrimoniale. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso dei garanti, basati sulla presunta nullità delle fideiussioni e sull'inapplicabilità di alcune tutele legali, ritenendo le eccezioni tardive, infondate o superate dal giudicato formatosi su un precedente decreto ingiuntivo. La sentenza ribadisce i principi sulla prova della scientia damni e sui limiti delle eccezioni opponibili nell'ambito dell'azione revocatoria.
Continua »
Azione revocatoria: la prova del terzo acquirente
La Corte di Cassazione esamina un caso di azione revocatoria su una vendita immobiliare stipulata tramite un contratto preliminare per persona da nominare. La venditrice, gravata da debiti, aveva promesso in vendita al marito la propria quota di un immobile, il quale ha poi nominato una terza persona come acquirente definitivo. La Corte chiarisce i criteri per valutare la consapevolezza del pregiudizio ai creditori da parte del terzo acquirente, soprattutto quando il credito sorge dopo il preliminare ma prima del rogito, annullando la decisione d'appello e specificando la corretta sequenza di valutazione degli stati soggettivi delle parti coinvolte.
Continua »
Participatio fraudis: la Cassazione e la prova
Una società creditrice ha intentato un'azione revocatoria per rendere inefficace una vendita immobiliare tra un debitore e un terzo. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, non ritenendo provata la 'participatio fraudis', ovvero la consapevolezza del danno da parte dell'acquirente. La Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la valutazione delle prove presuntive spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se il ragionamento è logico. Il ricorso è stato quindi respinto.
Continua »
Revocatoria ordinaria: parentela non basta a provare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha annullato una decisione di secondo grado che aveva accolto un'azione di revocatoria ordinaria basandosi principalmente sul rapporto di parentela tra il debitore-venditore e l'acquirente. La Suprema Corte ha stabilito che il solo legame familiare, anche se stretto come la fratellanza, non è di per sé sufficiente a provare la consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio arrecato ai creditori ('scientia damni'). È necessario che il giudice valuti ulteriori elementi gravi, precisi e concordanti per fondare la prova presuntiva.
Continua »
Cessione del credito e azione revocatoria: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7395/2024, ha stabilito che in caso di cessione del credito, il nuovo creditore può subentrare e proseguire l'azione revocatoria iniziata dal creditore originario. La Corte ha rigettato i ricorsi dei debitori che contestavano tale successione nel processo e la sussistenza dei presupposti per la revoca di atti di disposizione patrimoniale, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Azione revocatoria: profitto non salva dalla revoca
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca della vendita di un ramo d'azienda, anche in presenza di un bilancio in utile per la società venditrice. La decisione si fonda sul principio che il danno per i creditori (eventus damni) può essere anche solo qualitativo, come la sostituzione di beni aziendali con denaro liquido, più difficile da aggredire. Inoltre, la consapevolezza della frode è stata desunta dai legami di parentela tra le parti, elemento cruciale nell'ambito dell'azione revocatoria.
Continua »
Azione revocatoria: il vincolo di parentela è prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva trasferito il suo unico immobile di valore a un'altra entità giuridica, gestita da un parente stretto, per sottrarlo alla garanzia di un creditore. La Corte ha confermato che l'azione revocatoria è esperibile anche per crediti contestati e che il legame familiare tra gli amministratori delle due società costituisce una presunzione grave, precisa e concordante della consapevolezza del danno arrecato al creditore.
Continua »
Azione revocatoria prima casa: anche se impignorabile
Un debitore vende la sua prima casa al fratello. L'ente creditore agisce con un'azione revocatoria. La Cassazione conferma che l'azione è valida perché, sebbene l'ente non possa pignorare direttamente la prima casa, la vendita pregiudica il suo diritto di intervenire in esecuzioni future avviate da altri. L'azione revocatoria prima casa è quindi ammissibile per tutelare la garanzia patrimoniale del creditore. La consapevolezza del fratello acquirente è stata presunta dal forte legame familiare.
Continua »
Azione revocatoria: la prova della frode del terzo
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una compravendita immobiliare. L'azione revocatoria è stata accolta poiché, nonostante i pagamenti tracciabili, diversi indizi gravi, precisi e concordanti (come la vendita dell'unico bene dei debitori e la permanenza di uno di essi nell'immobile) hanno dimostrato la consapevolezza dell'acquirente del pregiudizio arrecato al creditore. La Suprema Corte ha ritenuto che la prova della 'participatio fraudis' possa essere fornita tramite presunzioni.
Continua »
Azione Revocatoria Fondo Patrimoniale: la decisione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un'azione revocatoria su un fondo patrimoniale costituito da un debitore durante un contenzioso. Secondo l'ordinanza, per agire in revocatoria è sufficiente una semplice "ragione o aspettativa di credito", non essendo necessario un credito già accertato, liquido ed esigibile. La consapevolezza del potenziale pregiudizio per il creditore (scientia damni) è sufficiente a giustificare l'inefficacia dell'atto dispositivo, anche se il debitore è convinto delle proprie ragioni nel merito della causa.
Continua »
Participatio fraudis: rapporto coniugale e presunzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una moglie che aveva acquistato un immobile dalla società del marito. La Corte ha confermato che il rapporto di coniugio costituisce una forte presunzione di 'participatio fraudis', ovvero della consapevolezza dell'acquirente di arrecare un danno ai creditori del venditore. È stato inoltre respinto un motivo procedurale relativo a una notifica via PEC, ritenuta valida nonostante il mancato recapito per un problema alla casella del destinatario.
Continua »
Azione revocatoria: il conferimento in società estera
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di un conferimento di tutti i beni immobili di un debitore in una società estera di nuova costituzione. L'operazione, volta a sottrarsi al pagamento di assegni di mantenimento, è stata colpita da azione revocatoria. La Suprema Corte ha ritenuto provata la consapevolezza del pregiudizio (participatio fraudis) in capo alla società terza attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti, come la tempistica sospetta della costituzione societaria e il controllo totale del debitore sulla stessa.
Continua »
Dolosa preordinazione: quando un atto è revocabile
Una società creditrice agiva per revocare la vendita di un immobile effettuata da una società debitrice al figlio di un socio. Poiché la vendita era anteriore al sorgere del credito, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: non basta la mera consapevolezza del pregiudizio (dolo generico), ma è necessaria la prova di una specifica e dolosa preordinazione finalizzata a danneggiare il futuro creditore. La Corte ha annullato la decisione precedente, che si era basata su un criterio meno rigoroso, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
Continua »
Azione revocatoria e scientia damni del terzo acquirente
Una banca esercita un'azione revocatoria contro un garante che ha venduto un immobile al proprio genero. La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia della vendita, stabilendo che la consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio arrecato al creditore (scientia damni) può essere provata tramite presunzioni, come lo stretto legame familiare e il rapporto di lavoro con la società debitrice.
Continua »