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294 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Delitto associativo: la Cassazione e i suoi confini
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di quattro individui condannati per delitto associativo e altri reati fine come furti e rapine. La sentenza ribadisce i criteri distintivi tra il concorso di persone e il più grave delitto associativo, sottolineando l'importanza di un vincolo stabile e permanente finalizzato a un programma criminoso indeterminato. La Corte ha inoltre confermato che non può riesaminare nel merito le prove, ma solo verificare la correttezza logico-giuridica della motivazione.
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Associazione a delinquere stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi di diversi imputati condannati per associazione a delinquere stupefacenti. La sentenza conferma le decisioni dei giudici di merito, rigettando le eccezioni sulla competenza territoriale e sulla valutazione delle prove. Viene ribadito che per l'associazione a delinquere stupefacenti sono cruciali la stabilità del vincolo, la struttura organizzativa e la programmazione di un numero indefinito di reati, elementi che la Corte ha ritenuto provati al di là di ogni ragionevole dubbio. La Cassazione ha inoltre validato l'applicazione dell'aggravante della transnazionalità, data la collaborazione con gruppi criminali esteri.
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Turbata libertà degli incanti: Cassazione chiarisce
La Cassazione annulla una condanna per turbata libertà degli incanti, chiarendo che il reato non sussiste se la condotta mira a impedire la gara per ottenere un affidamento diretto, anziché a inquinare una procedura selettiva già in atto. Il caso riguardava un appalto di modico valore, assegnato simulando una consultazione di mercato inesistente. Annullata con rinvio anche la condanna per corruzione per difetto di motivazione sul nesso tra l'utilità (un'assunzione) e gli atti del pubblico ufficiale.
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Traffico illecito di rifiuti: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore, confermando la misura degli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti. La sentenza stabilisce la legittimità dell'uso di intercettazioni provenienti da un altro procedimento e l'applicazione retroattiva delle nuove norme più severe in materia di captazioni per i reati ambientali, ritenendo sussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza sia l'attuale pericolo di reiterazione del reato.
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Rinuncia alla prescrizione: quando è tempestiva?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia alla prescrizione è tempestiva se effettuata nel primo atto utile successivo alla sentenza che, riqualificando il reato in una fattispecie meno grave, ne ha determinato la maturazione. In un caso di corruzione, un pubblico ufficiale era stato prosciolto in primo grado per prescrizione a seguito della derubricazione del reato. La Corte d'Appello aveva ritenuto tardiva la sua rinuncia alla prescrizione, presentata con l'atto di appello. La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando il diritto dell'imputato a un giudizio di merito e, valutando gli atti, lo ha assolto perché il fatto non sussiste, mancando la prova di un accordo corruttivo.
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Scambio elettorale e motivazione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del riesame che applicava la custodia in carcere a un imputato per turbativa d'asta e scambio elettorale politico-mafioso. La Suprema Corte ha rilevato gravi vizi di motivazione, ritenendo non provata né la minaccia concreta per turbare l'asta, né l'esistenza di un patto illecito tra l'esponente del clan e i candidati politici. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Concorso reati associativi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La sentenza affronta il tema del concorso tra reati associativi, specificamente tra l'associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.) e quella finalizzata al narcotraffico, ribadendo la possibilità della loro coesistenza. Il ricorso è stato respinto per genericità e per la mancata critica alle motivazioni del provvedimento impugnato, confermando la solidità del quadro indiziario a carico del ricorrente.
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Competenza territoriale: il luogo dell’accertamento
La Corte di Cassazione ha stabilito la competenza territoriale del Tribunale di Bolzano in un caso di reati tributari, rigettando l'ipotesi di connessione con reati più gravi commessi a Roma. In assenza di prove certe su altri criteri, prevale il luogo di accertamento dei fatti, come previsto dalla normativa sui reati fiscali.
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Disegno criminoso: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del disegno criminoso per unificare più reati. La Corte ha ribadito che per applicare la continuazione non basta una generica propensione a delinquere o l'appartenenza a un'associazione criminale, ma è necessaria la prova che i reati fossero stati programmati sin dall'inizio nelle loro linee essenziali. Il ricorso è stato respinto perché le censure erano generiche e miravano a una rivalutazione dei fatti, non a evidenziare vizi di legittimità nella decisione del giudice dell'esecuzione.
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Partecipazione mafiosa: i gravi indizi di colpevolezza
Un soggetto, accusato di partecipazione mafiosa, ricorre contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, sostenendo la mancanza di prove di un'affiliazione formale e di un contributo concreto al clan. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i gravi indizi di colpevolezza possono emergere da elementi fattuali, come l'inserimento stabile e organico nel gruppo, l'accettazione da parte degli altri membri e l'assoggettamento alle gerarchie interne, anche in un limitato arco temporale.
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Concorso esterno: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per concorso esterno in associazione terroristica, stabilendo un principio fondamentale: non basta un'adesione unilaterale, come la diffusione di propaganda online, ma è necessaria la prova di una relazione bilaterale tra l'individuo e l'organizzazione criminale. Il mero contributo individuale, senza interazione, non integra il reato di cui all'art. 270-bis c.p. La sentenza chiarisce i confini tra il supporto individuale e la complicità penalmente rilevante in reati associativi.
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Competenza territoriale associazione: la decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato, confermando la misura della custodia cautelare in carcere. La Corte ha stabilito i criteri per la competenza territoriale associazione per delinquere, individuandola nel luogo dove si manifesta l'operatività della struttura, in questo caso un magazzino. Sono state respinte anche le eccezioni sulla mancanza di autonoma valutazione del giudice e sulla carenza di indizi.
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Partecipazione associativa: quando la prova non basta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per il reato di partecipazione associativa a un'organizzazione di narcotraffico. La Corte ha ritenuto insufficiente la prova di una collaborazione stabile e consapevole con il gruppo, distinguendola da un mero aiuto fornito a un familiare, anch'esso coinvolto. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato accusato di associazione mafiosa, confermando la misura di custodia cautelare. La Corte ha stabilito che i gravi indizi di colpevolezza possono sussistere anche sulla base di un singolo elemento probatorio, come un'intercettazione, se questo è sufficientemente dettagliato e significativo da dimostrare un'adesione consapevole e stabile al sodalizio criminale. Nel caso specifico, la partecipazione attiva dell'indagato a una conversazione strategica è stata ritenuta decisiva.
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