Un Indagato ha presentato ricorso contro l'ordinanza del Tribunale di Genova che aveva confermato le misure cautelari, inizialmente custodia in carcere poi sostituita con obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria, per una serie di truffe aggravate. L'Indagato contestava vizi di motivazione e violazioni procedurali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che le esigenze cautelari erano attuali e concrete, data la reiterazione delle condotte e l'elevata professionalità criminale del soggetto. La Corte ha anche ritenuto che la violazione dedotta fosse priva di interesse, poiché le misure non detentive erano comunque applicabili.
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