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Opposizione Agli Atti Esecutivi

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690 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sospensione feriale termini: no per le esecuzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'esecuzione immobiliare perché notificato oltre i termini. La decisione ribadisce che la sospensione feriale termini non si applica alle procedure di opposizione agli atti esecutivi, data la loro natura urgente. I ricorrenti sono stati condannati anche per lite temeraria a causa della palese tardività del ricorso.
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Errore materiale: quando la correzione è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile una richiesta di correzione per errore materiale relativa al calcolo delle spese legali. Il ricorrente sosteneva che le spese fossero state liquidate sulla base di uno scaglione di valore errato. La Corte ha chiarito che la determinazione del valore della causa era stata una valutazione di merito nel provvedimento precedente, e non una svista. Pertanto, non si trattava di un errore materiale correggibile, ma di un errore di giudizio non emendabile con questa procedura.
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Sospensione pregiudizialità penale: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione affronta il tema della sospensione pregiudizialità penale nel processo esecutivo. Un debitore, agendo sulla base di una precedente sentenza della Cassazione, avviava un'esecuzione forzata contro una società terza. Quest'ultima si opponeva, chiedendo la sospensione del processo esecutivo a causa di un procedimento penale in corso per falso e truffa, relativo al titolo originario. Il giudice dell'esecuzione accoglieva l'istanza di sospensione. Il debitore impugnava tale ordinanza con regolamento di competenza. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che l'unico rimedio contro i provvedimenti del giudice dell'esecuzione, inclusa la sospensione, è l'opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.), e non il ricorso ex art. 337 c.p.c.
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Divisione giudiziale: vendita senza sentenza definitiva
Una società, comproprietaria di un immobile indivisibile, ha impugnato la vendita giudiziaria sostenendo che dovesse essere sospesa in attesa della sentenza definitiva sulla sua richiesta di attribuzione del bene. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in una divisione giudiziale la vendita può legittimamente procedere anche se la sentenza che decide sull'attribuzione è non definitiva e oggetto di appello. La sospensione del procedimento, in questi casi, non è automatica.
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Opposizione atti esecutivi: l’errore del delegato
Un creditore ha presentato un'opposizione agli atti esecutivi dopo che il professionista delegato ha erroneamente approvato un piano di riparto per 'assenza di contestazioni', nonostante il creditore avesse tempestivamente depositato le proprie osservazioni. Il Tribunale ha parzialmente accolto l'opposizione, rettificando il piano di riparto ma rigettando la richiesta di risarcimento danni contro il delegato, specificando che tale azione deve essere intentata in un giudizio separato. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Azione revocatoria e ipoteca: chi ha la priorità?
Un condominio, forte di una sentenza di accoglimento di un'azione revocatoria, si oppone alla distribuzione del ricavato di un'esecuzione immobiliare a favore di una banca creditrice. Il Tribunale rigetta l'opposizione, stabilendo che l'ipoteca, essendo un diritto reale di garanzia iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda revocatoria, conferisce al creditore ipotecario un diritto di prelazione che prevale sulle pretese del creditore chirografario.
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Opposizione intimazione di pagamento: quando è infondata?
Una società ha presentato opposizione a un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali, sostenendo di aver già estinto il debito a seguito di un precedente pignoramento. Il Tribunale di Pescara ha rigettato l'opposizione. La decisione chiarisce che il pagamento ricevuto dall'ente creditore era stato correttamente imputato a debiti più vecchi e diversi da quelli oggetto dell'intimazione, secondo il principio legale dell'imputazione del pagamento. L'opposizione per vizi formali è stata inoltre dichiarata inammissibile per tardività.
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Opposizione decreto di trasferimento: quando è tardiva
Un proprietario ha presentato un'opposizione al decreto di trasferimento a seguito di un'asta giudiziaria, lamentando un prezzo di vendita sproporzionato rispetto al valore di mercato. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, considerandola tardiva perché presentata oltre il termine perentorio di 20 giorni. Nel merito, ha inoltre chiarito che un prezzo basso, risultato di plurime aste deserte, è da considerarsi giusto se la procedura è stata condotta correttamente.
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Inammissibilità appello: quando il rimedio è errato
La Corte d'Appello di Salerno ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello proposto da un debitore avverso una sentenza del Tribunale. Il caso verteva su un'opposizione a un pignoramento, basata sulla mancata notifica del precetto. La Corte ha qualificato l'azione come 'opposizione agli atti esecutivi' (art. 617 c.p.c.), la cui sentenza è impugnabile solo con ricorso per cassazione, non con appello. La scelta del mezzo di impugnazione errato ha quindi determinato una declaratoria di inammissibilità, precludendo l'esame del merito della controversia.
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Preavviso di iscrizione ipotecaria: termini opposizione
Una società si opponeva a un preavviso di iscrizione ipotecaria, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento sottostanti e l'intervenuta prescrizione del credito. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, dichiarandola inammissibile. Secondo i giudici, i vizi di notifica delle cartelle andavano contestati con un'opposizione agli atti esecutivi entro il termine perentorio di 20 giorni dalla ricezione del preavviso, che costituisce l'atto con cui il debitore ne è venuto a conoscenza. La sentenza ha inoltre confermato che per il canone COSAP si applica la prescrizione ordinaria decennale.
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