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Operazioni Oggettivamente Inesistenti — Anno 2026

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127 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Operazioni Oggettivamente Inesistenti

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
Una società di costruzioni ha presentato ricorso contro un avviso di accertamento per operazioni oggettivamente inesistenti. Dopo una vittoria in primo grado, la decisione è stata ribaltata in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il successivo ricorso inammissibile, in quanto i motivi non contestavano la 'ratio decidendi' della sentenza d'appello, ma miravano a un riesame dei fatti. La società è stata condannata anche per abuso del processo.
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Onere della prova: Cassazione su spese carburante
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un agente di commercio, stabilendo principi chiari sull'onere della prova in materia di operazioni contestate come inesistenti. La Corte ha chiarito che le dichiarazioni di terzi, che negano di riconoscere le firme su schede carburante, costituiscono meri indizi e non sono sufficienti, da sole, a invertire l'onere della prova a carico del contribuente. L'Amministrazione Finanziaria deve fornire elementi ulteriori, gravi, precisi e concordanti per dimostrare la fittizietà dei costi.
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Società cancellata e debiti fiscali: la Cassazione
La Corte di Cassazione stabilisce che i soci di una società cancellata sono responsabili per i debiti fiscali derivanti da operazioni inesistenti, anche in assenza di una formale distribuzione di utili. La sentenza chiarisce che la motivazione dell'accertamento è valida se fa riferimento a un verbale di constatazione allegato e che, in caso di società a ristretta base, vige la presunzione di distribuzione degli extra-utili ai soci, invertendo l'onere della prova.
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Decreto di archiviazione: non vincola il Fisco
Un imprenditore, accusato di utilizzare fatture false, impugna un accertamento fiscale facendo leva su un decreto di archiviazione penale per gli stessi fatti. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che il decreto di archiviazione non ha efficacia vincolante nel processo tributario, il quale prosegue in modo autonomo.
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Detrazione IVA: la Cassazione sulle operazioni fittizie
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di indebita detrazione IVA contestata dall'Amministrazione Finanziaria a una società energetica. La contestazione riguardava sia operazioni soggettivamente inesistenti (una vendita circolare di energia elettrica tra società del gruppo) sia operazioni oggettivamente inesistenti (servizi di consulenza fatturati da una società 'cartiera'). La Corte ha cassato la sentenza di appello, che aveva dato ragione al contribuente, stabilendo due principi chiave. Primo, il giudice di secondo grado aveva omesso di pronunciarsi sulla questione delle fatture per operazioni oggettivamente inesistenti. Secondo, e più importante, ha ribadito che il diritto alla detrazione IVA non sorge per operazioni simulate, anche se non vi è un danno diretto per l'Erario. La semplice finzione soggettiva dell'operazione è sufficiente per escludere la detrazione.
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Onere della prova fatture false: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha statuito in un caso relativo all'onere della prova per fatture ritenute false. Ha annullato la decisione di una corte tributaria regionale, affermando che un contribuente non può dimostrare la veridicità delle operazioni commerciali solo esibendo fatture e prove di pagamento, specialmente quando l'amministrazione finanziaria presenta prove indiziarie gravi, precise e concordanti (presunzioni) sulla loro inesistenza. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione di tutti gli elementi probatori.
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Emissione fatture false: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per il reato di emissione fatture false. L'amministratrice di una società era stata condannata per aver emesso fatture per operazioni sia oggettivamente che soggettivamente inesistenti, al fine di permettere a un'altra impresa di evadere le imposte. La Corte ha stabilito che la prova del reato può derivare dal complesso schema fraudolento e che il dolo specifico è dimostrato dalla reciprocità delle operazioni fittizie tra le società coinvolte.
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