LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Operazioni Oggettivamente Inesistenti — Anno 2024

Pagina 5 di 5

86 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Operazioni Oggettivamente Inesistenti

Provvedimenti

Operazioni inesistenti e giudicato penale assolutorio
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza una controversia su operazioni inesistenti. La decisione è motivata dalla necessità di approfondire l'impatto di una sentenza penale di assoluzione, divenuta irrevocabile, sul giudizio tributario. Inizialmente, l'Agenzia delle Entrate aveva contestato a una società cooperativa l'uso di fatture false, ma i giudici di merito avevano dato ragione al contribuente, ritenendo insufficienti gli indizi dell'amministrazione e valida la prova contraria offerta dalla società.
Continua »
Fatture per operazioni inesistenti: il rinvio in Cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato una decisione di merito favorevole a una società, accusata di aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti. In Cassazione, è emersa una sentenza penale irrevocabile di assoluzione per il legale rappresentante della società. Data la complessità della questione, in particolare riguardo l'efficacia del giudicato penale nel processo tributario, la Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a una pubblica udienza per un esame approfondito, senza decidere nel merito.
Continua »
Onere della prova: come provare operazioni contestate
Una società riceve un accertamento per operazioni inesistenti. Nonostante la presentazione di prove come pagamenti e dichiarazioni di dipendenti, la Cassazione ha chiarito che l'onere della prova non è assolto. La Corte ha stabilito che tali elementi, spesso usati per simulare operazioni fittizie, non sono sufficienti da soli, e ha rinviato il caso per un nuovo esame delle prove.
Continua »
Costi per operazioni inesistenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32272/2024, ha chiarito la disciplina dei costi per operazioni inesistenti. Nel caso specifico, una società italiana aveva dedotto costi per acquisti di merce da un fornitore cinese, fatturati tramite due società interposte (una a Hong Kong, l'altra nel Regno Unito) creando un ricarico di prezzo fittizio. La Corte ha stabilito che la mera presentazione di bollette doganali non è sufficiente a provare la realtà sostanziale dell'operazione e la deducibilità dei costi. L'onere di dimostrare l'effettiva esistenza e inerenza dei costi spetta al contribuente, soprattutto quando l'Amministrazione Finanziaria fornisce prove, anche presuntive, dell'inesistenza oggettiva dell'operazione. La sentenza della Commissione Tributaria Regionale è stata cassata con rinvio.
Continua »
Costi operazioni soggettivamente inesistenti: guida
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello che confermava un accertamento fiscale per l'uso di fatture false. La Corte ha stabilito che i giudici di merito non hanno correttamente distinto tra operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, un aspetto cruciale per determinare la deducibilità dei costi. La decisione impugnata è stata cassata per motivazione carente, non avendo esaminato le prove a favore del contribuente, come l'archiviazione di un procedimento penale. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sui costi per operazioni soggettivamente inesistenti.
Continua »
Raddoppio dei termini: escluso per l’IRAP, la Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sul raddoppio dei termini per un presunto reato tributario legato a fatture per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il raddoppio dei termini è legittimo se sussiste l'obbligo di denuncia penale, anche se questa è tardiva, ma non può essere applicato all'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non costituiscono reato. La Corte ha inoltre confermato che, di fronte a seri indizi di inesistenza delle operazioni, l'onere di provare la loro effettività spetta al contribuente.
Continua »