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Operazioni Esenti

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35 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pro rata IVA: affitto di invenduto non è occasionale, vince il Fisco
Una società costruttrice affitta alcuni immobili invenduti, considerandola un'attività occasionale. L'Agenzia delle Entrate contesta questa visione e applica il meccanismo del pro rata IVA, limitando la detrazione dell'imposta. La Corte di Cassazione dà ragione al Fisco, stabilendo un principio chiave: la locazione di immobili invenduti da parte di un'impresa di costruzioni non è un'attività occasionale, ma rientra nella normale gestione aziendale. Di conseguenza, l'applicazione del pro rata IVA è corretta. La sentenza del giudice precedente, che aveva dato ragione alla società, è stata annullata perché basata su una motivazione insufficiente e solo apparente.
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Rimborso IVA: Azienda vince contro il Fisco sul reverse charge
Una società immobiliare si è vista negare un rimborso IVA eccedenza detraibile perché, secondo l'Agenzia delle Entrate, aveva erroneamente incluso nel calcolo delle aliquote medie le operazioni in 'reverse charge'. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo un principio fondamentale: per calcolare il diritto al rimborso, si devono considerare tutte le operazioni registrate, comprese quelle soggette a inversione contabile. L'interpretazione restrittiva dell'Amministrazione Finanziaria è stata giudicata infondata. La società ha quindi vinto la causa, ottenendo il diritto al rimborso che le era stato inizialmente negato.
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Rimborso IVA: onere della prova e pro rata
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società che richiedeva un consistente rimborso IVA. Il diniego iniziale era basato sull'indetraibilità dell'imposta derivante da operazioni di locazione immobiliare, considerate attività tipica e non occasionale, con conseguente impatto sul calcolo del pro rata. La Suprema Corte ha stabilito che, nelle controversie riguardanti il rimborso IVA, l'onere di provare la sussistenza dei requisiti costitutivi del credito spetta esclusivamente al contribuente, il quale assume la veste di attore in senso sostanziale.
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Pro-rata IVA: la guida sulle attività accessorie
La Corte di Cassazione chiarisce l'applicazione del pro-rata IVA per le imprese che svolgono sia attività imponibili che esenti. Nel caso di un bar con videogiochi, se i ricavi da gioco sono rilevanti rispetto al fatturato totale, l'attività non è accessoria e comporta una riduzione della detrazione IVA sugli acquisti promiscui.
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Accertamenti bancari e onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito principi fondamentali in materia di accertamenti bancari. È stato chiarito che spetta al contribuente l'onere di provare che i maggiori redditi emersi dalle indagini finanziarie derivino da operazioni esenti IVA. In assenza di tale prova, le somme vengono assoggettate a tassazione ordinaria. La Corte ha inoltre accolto le doglianze del contribuente riguardo l'omessa pronuncia del giudice di merito su specifiche questioni e la necessità di una verifica rigorosa sulla riferibilità dei movimenti su conti di terzi, cassando la sentenza e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Detraibilità IVA liquidazione: la Cassazione decide
Una società in liquidazione, successore di un'altra che svolgeva attività sanitarie esenti da IVA, ha richiesto il rimborso dell'IVA su costi legali. La Corte di Cassazione ha negato il rimborso, stabilendo che la detraibilità IVA in liquidazione è esclusa se i costi, pur sostenuti in questa fase, sono direttamente collegati alla precedente attività esente. Il principio determinante è la connessione del costo all'operazione originaria, non lo stato attuale della società.
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Esenzione IVA riassicurazione: la Cassazione decide
Una società di assistenza, che operava anche come riassicuratore, ha visto contestarsi dall'Agenzia delle Entrate l'applicazione dell'esenzione IVA sui corrispettivi per i servizi di assistenza diretta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che quando il trattato di riassicurazione e la convenzione per l'erogazione di servizi di assistenza sono strettamente collegati, costituiscono un'unica operazione assicurativa. Di conseguenza, si applica l'esenzione IVA riassicurazione, poiché il servizio non è una mera gestione di sinistri ma l'adempimento stesso della copertura del rischio.
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Sanzioni IVA Azienda Ospedaliera: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'Azienda Ospedaliera pubblica è soggetta a sanzioni IVA per l'omessa regolarizzazione di fatture erroneamente ritenute esenti. La Corte ha chiarito che l'operare in assolvimento dei compiti istituzionali non costituisce un'immunità dalle sanzioni fiscali, poiché anche gli enti pubblici, quando compiono operazioni di natura economica, sono tenuti al rispetto della normativa IVA. La sentenza di merito che aveva annullato le sanzioni è stata cassata con rinvio.
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Pro rata IVA: quando si applica alle attività miste?
Una società di gestione del risparmio immobiliare si è vista applicare il pro rata IVA per la sua attività di locazione, nonostante la considerasse meramente occasionale rispetto alla prevalente attività di compravendita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il volume significativo e continuativo dei ricavi da locazione configura una vera e propria attività economica distinta, giustificando così l'applicazione del pro rata generale per la detrazione dell'IVA sui costi promiscui, e non di un pro rata specifico.
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Pro rata IVA: quando si applica a gruppi societari?
Una società holding, che fungeva da centrale acquisti per il proprio gruppo, ha visto ridotta la sua detrazione IVA a causa dell'applicazione del meccanismo del pro rata. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che le fatture emesse come "acconto per trading" verso una controllata non erano operazioni commerciali, bensì operazioni finanziarie esenti da IVA. Tali operazioni, legate a un sistema di cash pooling e negoziazione di crediti, non essendo meramente occasionali ma strumentali all'attività principale, dovevano essere incluse nel calcolo del pro rata IVA, limitando così il diritto alla detrazione dell'imposta sugli acquisti.
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Detrazione IVA operazioni esenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha negato il diritto al rimborso IVA per i costi preparatori sostenuti da una società che intendeva svolgere esclusivamente operazioni esenti. La decisione sottolinea che per la detrazione IVA operazioni esenti non è sufficiente l'inerenza dei costi all'impresa, ma è necessario che le future operazioni attive siano imponibili. Il fatto che l'attività non sia mai iniziata è irrilevante ai fini della decisione.
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Pro-rata di detraibilità: quando un’attività è occasionale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12468/2025, ha rigettato il ricorso di un contribuente in tema di pro-rata di detraibilità IVA. I giudici hanno stabilito che, per escludere un'attività esente dal calcolo del pro-rata, il contribuente ha l'onere di provare la sua natura meramente occasionale e accessoria rispetto a quella principale. Nel caso specifico, il notevole volume d'affari generato dall'attività di intermediazione finanziaria rispetto a quella immobiliare ha smentito tale occasionalità, rendendo legittima l'applicazione del pro-rata da parte dell'Amministrazione Finanziaria.
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Detraibilità IVA liquidazione: sì alla detrazione
La Corte di Cassazione ha stabilito il principio sulla detraibilità IVA in liquidazione. Una società, precedentemente operante in regime di esenzione IVA, ha il diritto di detrarre l'imposta sugli acquisti effettuati durante la fase di liquidazione coatta amministrativa. La Corte ha chiarito che la procedura di liquidazione costituisce un'attività d'impresa e la cessazione dell'attività esente precedente fa rientrare la società nel regime IVA ordinario, rendendo l'imposta sugli acquisti strumentali alla liquidazione pienamente detraibile, a prescindere dal volume delle operazioni attive.
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Detraibilità IVA: costi esenti e preparatori
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della detraibilità IVA. È stata negata la detrazione per i costi associati a operazioni passive finalizzate a una cessione di quote esente IVA. Inoltre, per i costi preparatori di un'attività mai avviata, la detraibilità IVA è ammessa solo se il mancato inizio è dovuto a cause indipendenti dalla volontà dell'imprenditore, con onere della prova a suo carico. La Corte ha cassato la decisione precedente che non aveva applicato correttamente questi principi.
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Pro-rata IVA: l’attività effettiva prevale sullo statuto
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo del pro-rata IVA e la conseguente detraibilità dell'imposta, si deve considerare l'attività effettivamente e concretamente svolta dall'impresa, non quella meramente indicata nello statuto. Nel caso specifico, una società con oggetto sociale immobiliare, che per un decennio aveva svolto esclusivamente attività finanziaria esente, si è vista negare la detrazione dell'IVA su un acquisto immobiliare perché la sua attività effettiva non dava diritto alla detrazione.
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