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975 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Contratti a progetto: quando si convertono in lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa a carico del legale rappresentante di una cooperativa sociale per l'uso illegittimo di contratti a progetto. La sentenza stabilisce che se un contratto di collaborazione non individua uno specifico progetto, si converte automaticamente in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla sua costituzione. La Corte ha inoltre respinto la tesi della buona fede, chiarendo che precedenti ispezioni senza rilievi non generano un legittimo affidamento.
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Giurisdizione giudice ordinario per incarichi esteri
La Corte di Cassazione conferma la giurisdizione del giudice ordinario in una controversia per risarcimento del danno da perdita di chance, avviata da un dirigente ministeriale escluso da un incarico all'estero. La Corte chiarisce che, non trattandosi di personale della carriera diplomatica, il rapporto di lavoro è di natura contrattuale e privatistica, escludendo la competenza del giudice amministrativo.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza di correzione errore materiale presentata da un Ministero. Un'ordinanza precedente aveva erroneamente liquidato le spese legali in 'euro 5.00,00' invece del corretto 'euro 5.000,00'. La Corte ha rettificato l'importo, riconoscendo l'evidente svista e ripristinando la cifra corretta, basandosi sul valore della causa e sulle tariffe forensi applicabili.
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Garanzia fideiussoria: quando è valida la diffida?
Un'impresa di assicurazioni nega il pagamento di una garanzia fideiussoria sostenendo che il contratto preliminare fosse già risolto prima del fallimento del costruttore. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, chiarendo che una diffida ad adempiere, per causare la risoluzione del contratto, deve contenere un'esplicita avvertenza. In assenza di tale avvertenza, il contratto era ancora in vigore al momento della crisi, rendendo la garanzia pienamente efficace.
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Indennità di trasferta: quando è deducibile?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società di distribuzione alimentare contro un avviso di accertamento. L'ordinanza conferma l'indeducibilità dei costi per l'indennità di trasferta degli amministratori per gli spostamenti casa-lavoro e dichiara inammissibili le censure su accantonamenti IRAP e sopravvenienze passive in virtù della regola della 'doppia conforme', non essendo stati provati i presupposti per la deducibilità.
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Garanzia per evizione: la buona fede non salva
Un acquirente compra un quadro che si rivela essere rubato e viene successivamente restituito al legittimo proprietario. La Corte di Cassazione conferma la condanna del venditore a restituire il prezzo pagato, applicando la garanzia per evizione. La Corte stabilisce che la buona fede del venditore è irrilevante, poiché la garanzia si attiva per il solo fatto oggettivo della perdita del diritto acquistato dal compratore.
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Rimborso dopo definizione agevolata: la Cassazione decide
Una società aveva richiesto il rimborso di somme versate per IRES, a seguito dell'annullamento definitivo di una cartella di pagamento. Tuttavia, aveva aderito a una definizione agevolata per i carichi pendenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che il successivo giudicato favorevole al contribuente prevale sulla definizione stessa, confermando il diritto al rimborso dopo definizione agevolata, poiché le somme versate costituiscono un pagamento non dovuto.
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Mancato deposito cartolina A.R.: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria per il mancato deposito della cartolina A.R. relativa alla notifica dell'atto. Secondo la Corte, tale omissione impedisce di verificare il corretto perfezionamento della notifica e l'instaurazione del contraddittorio, rendendo l'impugnazione improcedibile.
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Ius superveniens: no all’applicazione retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che una nuova legge (ius superveniens) che limita i rimborsi fiscali non può essere applicata retroattivamente ai giudizi di ottemperanza già pendenti. L'Amministrazione finanziaria aveva negato un rimborso a un contribuente basandosi su una norma successiva, ma la Corte ha chiarito che il momento decisivo per l'applicazione della legge è la data di inizio del giudizio esecutivo, non la data della sentenza da eseguire. Pertanto, se il giudizio di ottemperanza è stato avviato prima della nuova legge, quest'ultima non si applica.
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Distanze tra costruzioni: l’intercapedine è vietata
In una disputa tra vicini per una ristrutturazione, la Corte di Cassazione ha stabilito che le norme sulle distanze tra costruzioni sono inderogabili. La Corte ha chiarito che qualsiasi spazio vuoto tra due muri, anche se nascosto, costituisce un'intercapedine illegale. Inoltre, ha precisato che una modifica alla sagoma del tetto qualifica l'intervento come nuova costruzione, soggetta alle distanze legali. Infine, ha ribadito che la sicurezza di una canna fumaria non si valuta solo sulla distanza, ma su specifici accorgimenti tecnici.
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Ricorso non sottoscritto: le conseguenze procedurali
In un caso di appello fiscale, la Corte di Cassazione si trova a dover decidere sulle conseguenze di un ricorso non sottoscritto dal difensore in primo grado. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto impositivo, ma l'Agenzia delle Entrate ha contestato la decisione. Con un'ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte sospende il giudizio per acquisire i fascicoli dei gradi precedenti, ritenendo essenziale verificare la questione della sottoscrizione prima di poter decidere nel merito dei motivi di ricorso.
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Ferie docenti: la legge prevale sul contratto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di ferie docenti durante l'anno scolastico, la legge statale prevale sulle disposizioni del contratto collettivo. Un insegnante si è visto negare un giorno di ferie per motivi personali poiché la sua sostituzione avrebbe comportato costi per lo Stato. La Corte ha confermato la decisione, chiarendo che la norma che impone l'assenza di oneri aggiuntivi per la finanza pubblica è inderogabile e si applica alle richieste di 'ferie', distinguendole dai 'permessi' che seguono una disciplina diversa.
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Superinteressi: la condanna deve essere espressa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3499/2025, ha stabilito che i cosiddetti "superinteressi" previsti dall'art. 1284, comma 4, c.c., non sono un effetto automatico della causa. Per essere pretesi in fase esecutiva, è necessaria una pronuncia espressa e "ad hoc" nel titolo esecutivo. Una generica condanna al pagamento degli "interessi legali" non è sufficiente a includere il saggio maggiorato. La Corte ha accolto il ricorso di una società energetica, annullando la pretesa di un creditore che li aveva calcolati sulla base di una sentenza che non li menzionava esplicitamente, richiamando un principio consolidato dalle Sezioni Unite.
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Molestia possessoria e distanze: quando conta?
La Suprema Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3700/2025, ha stabilito un importante principio in materia di molestia possessoria. Il caso riguardava una sopraelevazione di un edificio di soli 9 cm, contestata dal vicino. La Corte ha confermato che una violazione minima delle distanze legali non è sufficiente per configurare una molestia possessoria. È necessario che l'intervento edilizio provochi una 'apprezzabile modificazione o limitazione dell'esercizio del possesso'. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, poiché mirava a una revisione dei fatti già accertati in appello, ribadendo che non ogni irregolarità edilizia giustifica un'azione a tutela del possesso.
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Usucapione: la lunga durata esclude la tolleranza
La Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto l'acquisto di un terreno per usucapione. La Corte ha stabilito che un rapporto con il bene protratto per quasi trent'anni, unito ad atti di dominio come la locazione a terzi, è incompatibile con una situazione di mera tolleranza da parte del proprietario originario, consolidando così il possesso utile ai fini dell'usucapione.
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Ricongiunzione contributi: no interessi se c’è ope legis
Un ex militare, passato al settore privato, ha richiesto la ricongiunzione dei contributi con l'aggiunta di interessi. La Corte di Cassazione ha negato tale richiesta, stabilendo che la creazione automatica 'ope legis' di una posizione assicurativa presso il fondo generale al momento della cessazione del servizio pubblico è una norma speciale che prevale su quella generale della ricongiunzione. Tale norma speciale esclude esplicitamente il calcolo degli interessi sui contributi da trasferire.
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Posizione assicurativa: la Cassazione fa chiarezza
Due ex piloti militari hanno richiesto una maggiorazione contributiva al momento della ricongiunzione dei loro contributi nel fondo volo dopo essere passati al settore privato. La Corte di Cassazione ha respinto la loro richiesta, stabilendo che la costituzione automatica della loro posizione assicurativa al momento della cessazione del servizio pubblico è una norma speciale che prevale sulle regole generali di ricongiunzione. Di conseguenza, non sussisteva il diritto alla maggiorazione richiesta.
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Ricongiunzione contributi: no a interessi composti
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella ricongiunzione contributi per un ex dipendente pubblico che passa al settore privato, non sono dovuti interessi composti. La Corte ha chiarito che si applica la normativa speciale che prevede la costituzione automatica di una posizione assicurativa 'senza interessi', la quale prevale sulla legge generale in materia. La richiesta del lavoratore è stata quindi respinta.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione rigetta
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento del danno dovuto alla tardiva attuazione di direttive europee che prevedevano un'adeguata retribuzione durante la specializzazione. Sia in primo grado che in appello, la domanda è stata respinta per intervenuta prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha confermato le decisioni precedenti, rigettando il ricorso dei medici. La Corte ha ritenuto infondate le tesi dei ricorrenti secondo cui il loro diritto sarebbe stato imprescrittibile o che il termine di prescrizione sarebbe iniziato a decorrere solo dal loro pensionamento, ribadendo che il diritto al risarcimento è soggetto ai normali termini di prescrizione.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica
La Cassazione conferma la revoca sospensione condizionale della pena a un soggetto che, dopo aver ottenuto il beneficio in tre sentenze, ha commesso un nuovo reato entro cinque anni. La Corte ha stabilito che la revoca è automatica e obbligatoria per legge, a prescindere da eventuali irregolarità nella concessione iniziale del beneficio.
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