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Oneri Deducibili

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29 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Errore dichiarazione redditi: come difendersi
Un contribuente contesta una cartella di pagamento, sostenendo di aver diritto a maggiori deduzioni non indicate correttamente nella dichiarazione originale. Le commissioni tributarie rigettano il ricorso, ritenendo scaduti i termini per la modifica. La Corte di Cassazione, invece, accoglie il ricorso, stabilendo che in sede di contenzioso è sempre possibile difendersi da una pretesa fiscale dimostrando un errore nella dichiarazione dei redditi, anche se i termini per la dichiarazione integrativa sono passati. La cartella viene annullata.
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Oneri deducibili: la prova documentale va esaminata
In tema di oneri deducibili, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente, cassando con rinvio la sentenza di merito che aveva negato la deducibilità di spese per il risparmio energetico. La Corte ha stabilito che il giudice tributario non può respingere la richiesta con motivazioni generiche, ma ha l'obbligo di esaminare analiticamente la documentazione prodotta (fatture, bonifici, etc.) per valutarne l'idoneità a provare il diritto alla deduzione.
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Rinuncia al credito: non è una perdita deducibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30812/2024, ha stabilito che la rinuncia al credito operata da una società controllante a favore della propria controllata non costituisce una perdita deducibile. Tale operazione deve essere invece qualificata come un conferimento in conto capitale, che incrementa il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deducibilità dell'onere, riqualificando l'operazione. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la sentenza di merito e affermando che nei rapporti tra socio e società prevale la logica della patrimonializzazione rispetto a quella della perdita economica.
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Deducibilità contributi esteri: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9446/2025, ha stabilito l'importante principio della deducibilità dei contributi esteri versati da un lavoratore fiscalmente residente in Italia, anche quando il suo reddito da lavoro dipendente sia determinato su base convenzionale. L'Agenzia delle Entrate aveva negato tale deduzione, ma la Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente, chiarendo che i contributi, se non deducibili dal singolo reddito di categoria, diventano oneri deducibili dal reddito complessivo generale.
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Deducibilità contributi esteri: la Cassazione decide
Un lavoratore residente in Italia ma operante in Svizzera si è visto negare la deducibilità dei contributi esteri versati. Il suo reddito era determinato su base convenzionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che tali contributi, pur non deducibili dal singolo reddito di lavoro, lo sono dal reddito complessivo ai sensi dell'art. 10 del TUIR, chiarendo così un punto cruciale sulla deducibilità contributi esteri.
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Emolumenti indebiti: tassazione anche se da restituire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che gli emolumenti indebiti, come stipendi percepiti per errore, costituiscono reddito tassabile nell'anno in cui vengono incassati. Il fatto che tali somme debbano essere restituite non ne esclude la tassabilità al momento della percezione. La successiva restituzione potrà essere considerata un onere deducibile solo nell'anno in cui avviene effettivamente, e non retroattivamente. La Corte ha respinto il ricorso di una contribuente che, avendo ricevuto emolumenti non dovuti da un precedente datore di lavoro pubblico, ometteva di dichiararli ritenendoli non tassabili.
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Emolumenti indebiti: vanno dichiarati? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli emolumenti indebiti, ovvero somme percepite per errore da un datore di lavoro, costituiscono reddito tassabile nell'anno in cui vengono incassati. Il contribuente è tenuto a dichiararli, anche se successivamente dovrà restituirli. La restituzione darà diritto a una deduzione fiscale nell'anno in cui avviene, evitando così una doppia imposizione. Il caso riguardava una dipendente pubblica che aveva continuato a ricevere lo stipendio dal precedente ente anche dopo il trasferimento.
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Redditi indebiti: obbligo di dichiarazione fiscale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19818/2025, ha stabilito che i redditi indebiti, anche se percepiti per errore e soggetti a restituzione, devono essere tassati e dichiarati nell'anno di percezione. La successiva restituzione potrà essere dedotta come onere in un anno fiscale successivo. La Corte ha così annullato la decisione di merito che escludeva la tassabilità di tali somme, riaffermando il principio di cassa e l'obbligo generale di dichiarazione di tutti i redditi posseduti.
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Reddito pensione invalidità: quale anno conta?
Un cittadino si è visto revocare la pensione di invalidità per superamento del limite di reddito. La Corte d'Appello, riformando il ragionamento del primo giudice, chiarisce che per il calcolo del reddito per la pensione di invalidità rileva solo il reddito dell'anno di godimento della prestazione (in questo caso il 2018), e non quello dell'anno precedente. Avendo una perizia tecnica (CTU) confermato che i redditi del cittadino per il 2018 erano inferiori alla soglia, la Corte ha respinto l'appello dell'ente previdenziale, confermando il diritto alla pensione.
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